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lunedì 13 febbraio 2012

Ho freddo - Gianfranco Manfredi ****

... e l'inesistente interlinea 

C'è una cosa che non mi piaciuta di questo libro?
Sì.
Il mio profilo Anobii dice che ci ho messo un mese per leggerlo, è colpa della cosa di cui sopra?
Sì.
E che sarebbe?
Sarebbe l'interlinea che non c'è!
"E ma quanti cavoli. Adesso magari vorresti anche leggere un librone grosso così (fa con le mani) e magari che ci fossero scritte sopra le parola con un font tutto bold e che fosse scritto tutto con un corpo16."
No, non lo vorrei, ma cavoli, per 16 euro -eeeh lo vuoi anche a meno?- almeno una maggiore distanza tra le righe, giusto per lasciare che l'occhio non si stanchi ecco.
Sì, vabbhè, sarà che son comodino.
Ma passiamo oltre.

Questa non è una storia di Vampiri.
Vi hanno detto che lo è?
Allora vi hanno detto una cazzata. 
Se vogliamo andare proprio a trovarci del soprannaturale io ci troverei più dei fantasmi che dei vampiri. E magari come personaggi,  anche un sacco di gente ignorante e spaventata da quel che non comprende.
Ed è qui che Manfredi, sembra spingere nel libro: conoscere per non avere paura, conoscere per affrontare le sfide di ogni giorno, conoscere per comprendere, conoscere per accogliere e conoscere per abbracciare la diversità.
Sono tante, troppe le vicende dei gemelli Valmont narrate in questo libro tanto che credo sarebbe potuto andare avanti per un altro milione di pagine.
Se volete la trama potete cercarla tranquillamente in rete, ma è talmente riduttiva da non spiegare veramente nulla della vicenda in cui vi addentrerete.

Unica paura: il modo in cui viene guardata la cultura nel nostro paese possa far storcere il naso a molti che mal comprendono la complessità di questo libro.
Non si tratta di una storia tutta inventata, dietro c'è un lavoro di ricerca e di studio certosino, marchio di fabbrica dell'autore, che non lascia scampo. Non ci possono essere in questa lettura dei "Sì vabbhè" increduli, perchè la maggior parte delle cose sono vere.

Insomma, un bel leggere il cui il seguito "Tecniche di resurrezione" è lì sul comodino ad attendere che i miei poveri occhietti siano di nuovo pronti alla sfida.




Ho freddo
Gianfranco Manfredi
Gargoyles Books




Lupo nelle tenebre - Nikolas Pekearo ****



Iniziamo subito col dire che questo libro è il primo di una logìa ma che non ha seguiti.

Cioè?
Cioè vuol dire che l'autore aveva progettato di scrivere un tot di libri ma che non ha fatto in tempo a metter mano agli episodi perché -poveraccio- è morto.
E manco per mano di uno dei mostri di cui parlava! E' morto lavorando e questo dispiace molto.

"Ah, quindi 'sta storia come finisce? A pene di segugio?"
No, finisce come un libro dovrebbe finire; con il suo naturale epilogo e un finale che non è aperto ma che, se fosse sopravvissuto, l'autore avrebbe potuto ampliare.
Auuuuh!
Marlowe Higgins ha una maledizione.
A lui spetta la custodia della bestia; una belva assetata di sangue pronta a scatenarsi nelle notti di luna piena.
Affinché i suoi sensi di colpa non lo schiaccino e possa condurre una vita quanto più normale, Marlowe riesce a trovare il modo di indirizzare la furia dell'animale, facendogli colpire soltanto le persone meritevoli della punizione.
Nella piccola cittadina di Evelyn, in cui Marlowe si è stabilito e in cui sembra essere riuscito a instaurare una parvenza di equilibrio giunge uno spietato, quanto sanguinario e inafferrabile, assassino seriale al quale l’uomo e la bestia inizieranno a dare la caccia.
Primo romanzo, di quella che sarebbe dovuta divenire -appunto- una serie, Lupo nelle tenebre è tuttavia una storia compiuta: un horror-poliziesco in cui il mito del licantropo viene raccontato con gli occhi del protagonista.
Attraverso alcuni flashback ripercorriamo la vita, la sofferenza, sia fisica che psicologica, che deve vivere una creatura della notte suo malgrado, che cerca di convivere con quella che è oramai divenuta la sua natura.
Nonostante si intuisca sin dalle prime battute chi-è-chi la lettura scorre piacevole riservando non poche sorprese; in un affresco di luoghi, personaggi e situazioni altamente plausibili.

Il libro è stato pubblicato nella, sigh, oramai defunta collana Urania Epix che cercò di portare all'attenzione dei lettori "generi altri" difficilmene ascrivibili al solo horror, fantasy, o fantascientifico.
Cliccando qui sarete condotti alla relativa voce di wikipedia.
Il volume non è introvabile e uno sforzo di ricerca lo farei.
Due parole sulle copertine della collana che inzialmente volle distinguersi dalla collana madre con una impostazione grafica davvero accativante (e che a mio avviso anche la storica collana dovrebbe adottare) che fu ben presto soppiantata dalla brutta grafica classica degli Urania per far capire agli acquirenti che si trattava, se non dello stesso prodotto, di uno simile.
Insomma, se non ci siete arrivati subito hanno fatto in modo di renderlo palese.



Lupo nelle tenebre
Nikolas Pekearo
Urania Epix 15 - Mondadori