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lunedì 20 febbraio 2012

Mister Vertigo - Paul Auster *****

Perché ho letto questo libro?
L'ho letto perché lo citò, tra gli altri, anche Morgan* (sì quello dei Bluvertigo, dice niente il nome?) durante una puntata di X Factor.
Sì, seguo X Factor, non sempre ma spesso e mi diverte. A parte l'edizione con la tatangelo (il minuscolo non è un errore) che non seguii per vomitevoli motivi. Sì insomma, lei che c'entra con la musica?
Comunque, al di là del fatto che possano o meno piacere certi individui, trovo che il personaggio di cui sopra, ossia Morgan, non sia uno sprovveduto e che nel maremagnum, anzi mare-magna che ci troviamo ad ingollare catodicamente parlando, sia uno di quei "personaggi" (virgolettato, capita la differenza?) che credo, a suo modo, voglia fare cultura facendo, naturalmente, anche parlare di sè.

Senza fare inutili polemiche sulla persona, su quel che dice o quel che fa, Marco Castoldi porta avanti un personaggio, più o meno fittizio, nella stessa misura in cui lo porta avanti Mauro Coruzzi.
E chi è? Andatevelo a cercare che nemmeno il link ci metto.

Insomma, fui piuttosto incuriosito e corsi in libreria a procurarmelo.
Era ancora l'epoca in cui di denari in libreria ne spendevo a bizzeffe e che accumulavo volumi su volumi, alcuni dei quali ancora oggi, in attesa di essere letti.
Insomma sono un compratore di libri compulsivo ma, come recita la paracula citazione sulle pareti alle spalle delle casse nelle librerie Feltrinelli: "Comprare più libri di quanti se ne possano leggere significa avvicinarsi un pò all'infinito".
E il mio portafogli ci si stava avvicinando all'infinità del vuoto, quello cosmico e privo di danari, prima di scoprire un modo legale, utile e fichissimo per leggere di più e spendere di meno o niente.
Ma questa è un'altra faccenda di cui parlerò più in là in un post apposito.
Vi anticipo che sì, sarà noioso ma utile.

L'edizione che mi toccò in sorte fu questa della Einaudi che, dopo aver pubblicato il titolo in edizione cartonata con illustrazioni gigionesche come quella dell'edizione originale ma abbruttita della loro confezione povera-ma-costosa, ha pensato bene di ristamparlo in economica cambiando la copertina e rendendola incredilmente somigliante alla trasformazione di Actarus:

Complice anche un piacevolissima vacanza tra boschi e mari cristallini e incontaminati e agresti prelibatezze, scorsi le pagine con estrama destrezza e lo terminai in men che non si dica.

Walt, questo il nome del protagonista, è un ragazzino dell'America degli anni '20, siamo in piena depressione economica.
Walt è un orfano che vive di piccoli espedienti e furtarelli fino a quando non incontra Maestro Yehudi che intravede in lui il dono.
Unendodi al maestro e alla sua stramapalata famiglia, Walt seguirà un durissimo addestramento, crudele più che duro, e sarà proprio grazie ad esso che imparerà a volare.

Un romanzo, che attraversa mezzo secolo di storia americana che Walt vivrà passando dalle stalle alle stelle per poi ricadere e trascorrere il resto della sua esistenza come una persona qualunque.

Ora perchè dovreste leggere questo libro?
No, non è una vicenda depressosa alla Martin Eden questa, al contrario è una lunga metafora della vita.
Il volo, naturalmente, è l'aspetto fantastico per eccellenza in una vicenda in cui rappresenta evasione, fuga, libertà e lo rappresenta per tutti.
Giunto all'dolescenza Walt dovrà fare i conti con i cambiamenti che la perdita dell'innocenza comporta, perdendo la capacità di fare uso del suo dono e affrontando una delle prove più dure che nella vita si debbano affrontare, ossia un lutto.
Negli anni a venire Walt si lascerà alle spalle il passato per trasformarsi nel braccio destro di un contrabbandiere di alcolici. E' questo forse il periodo più bello della sua vita, dopo l'infanzia, che però presto si interrompe con il suo arresto nel tentativo di convincere un giocatore di baseball a farla finita.

Non vi racconto cos'altro accade per non rovivare la, eventuale, lettura di codesto libro, ma due parole sul finale vanno spese.
Il finale è, placido, lineare, l'ultima tessera di un puzzle "rotondo" (attenzione non circolare) quasi a volere rendere giustizia a una vita sì felice, ma fatta più di bassi che di alti.
Non stupisce, è vero, ma se siamo arrivati all'ultima pagina,  vuol dire che abbiamo volato, per davvero, con Walt.  

Ora per rispondere a quanti diranno: "Sì ma a me Morgan e il suo gruppo i Bluvertigo non mi sono mai piaciuti", rispondo chissenefrega, con l'invito però ad ascoltare la celeberrima:

E poi: 

Con la speranza che tutti capiate che è giusto che alle volte i dischi e i libri si rifiutino di farsi leggere o ascoltare dagli occhi e dalle orecchie sbagliate.

Insomma: mente aperta. Sempre!


Mister Vertigo
Paul Auster
Einaudi