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venerdì 24 febbraio 2012

L'incubo di Hill House*** - La lotteria** - Shirley Jackson

Volete un romanzo che faccia paura, che sia al tempo stesso un classico del genere, con annessa casa stregata, e quel pizzico di intelligenza e scettiscismo che non guasta mai?
Eccolo qui!
"L'incubo di Hill House" o "La casa degli invasati"  a seconda dell'edizione, appare come il classico romanzo in cui un gruppo di emeriti sconosciuti viene invitato a trascorrere del tempo in quella che si dice essere una casa stregata.
TADAAAAAA... sì perchè quella di cui viene narrata la vicenda è la madre di tutte le case infestate, con tanto di morti misteriose, dintorni ancor più misteriosi e cimiteri indiani che aggiungono quel pizzico di "maledetto" che non guasta mai in questi casi.
La costruzione è una di quelle enormi e asfissianti case di legno tipiche dei film (ma quanto è legato il nostro immaginario alle suggestioni di oltreoceano?).
Enorme, anzi ipertrofico fabbricato la cui discutibile architettura si riflette in ogni suo aspetto dando senso già disagio al solo guardarne la facciata.
Sono forse le presenze maligne che vi abitano a rendere il suo aspetto ancor più tetro?
Forse.
E a conferma del fatto ci sono un sacco di testimonianze e di fatti sconvolgenti che non fanno altro che avvalorare questa tesi.
Un impianto bizzarro con corridoi che portano dove non dovrebbero, finestre invisbili dall'esterno, porte che si aprono da sole e una zona, nei piani superiori, in cui la temperatura è raggelante.
Ma è davvero così?
Bastano davvero degli infissi che si aprono da soli a giustificare una presenza paranormale?
Dicevo in apertura che è un romanzo "pauroso" e intelligente.
Ecco, forse avrei dovuto dire che è prima intelligente e poi pauroso.
Sì perchè sono così i romanzi di Shirley Jackson, intelligenti (sarà per questo che piaccono a Stephen King?) in cui la nota "paranoica" non fa altro che da contraltare a una vicenda che, da un altro punto di vista può apparire "normale"  e forse è ancora per questo più spaventosa.
Già in apertura alla vicenda non ci vengono risparmiate le spiegazioni razionali sul perchè accadano certe cose nell'abitato.
Il primo proprietario di Hill House era un eccentrico, e aveva fortemente voluto riflettere questa sua peculiarità sulla casa. Ecco perciò il disegno di una piante quanto mai bizzarra che non si può mentalmente registrare in cui le porte si aprono apparentemente dove spesso i protagonisti non si aspettano. Le pareti e i pavimenti sono stati costruiti con angolazioni tali che consentono alle porte di "muoversi" da sole.
Quattro protagonisti, forse un pò stereotipati, accompagnati da altrettanto consueti lugubri domestici, si muovono all'interno di questa enorme villa in una narrazione "allusiva" che lascia sottoindere molto e che per questo incute timore.

Peronalmente ho trovato questa "Casa degli invasati" leggermente inferiori all'altro grande romanzo dell'autrice, "Abbiamo sempre vissuto nel castello" ,ma è comunqune da leggere se amate certe atmosfere da cui, a parer mio, moltissimi autori horror avrebbero da imparare.
Perchè la paura si costruisce attorno alla normalità.




L'incubo di Hill House
Shirley Jackson
Adelphi.



La lotteria.
Inserisco qui questo titolo per un motivo ben preciso.
Se vi andate a leggere in giro, su Anobii o da altre parti, cosa ne pensino i lettori di questa raccolta di racconti, non leggerete altro che commenti quali "Raccapricciante" "Terrorizzante" e così via.
A mio modestissimo parere codesti figuri si sono lasciati influenzare da: la fama (giustificatissima) dell'autrice, la fama che porta con sé proprio il racconto che da titolo al volume.
"La lotteria" ci narra di una riffa appunto, che si svolge in un idilliaco villaggio americano.
Un pò Cabot Cove (il paesino della Signora in Giallo per intenderci), antesiganana di Wisteria Lane, la vita scorre felice e scandita dai ritmi propri del luogo fin quando non si arriva al favoloso giorno dell'estrazione.
Tutti i paesani si riuniscono ed ecco che si estrae il nome del fortunato vincitore. Qual è il premio?
Ma è ovvio la lapidazione!
Sia chiaro, non discuto l'originalità dell'opera in sè ma soltanto la fama che, qui da noi, la accompagna.
Questi racconti non hanno alcunchè di inquietante, sono soltanto il resoconto di eventi distorti, distorsione che verrà poi ripresa nei lavori a più ampio respiro dell'autrice.
"Sì ma allora, tutta 'sta fama?"
"La lotteria" conobbe lo stesso effetto che ebbe il resoconto radiofonico de "La guerra dei mondi" di Orson Welles. 
Quando fu pubblicato su un quotidiano destò una reazione immediata e indignata dei lettori che si dissero scandalizzati e profondamente turbati da quella che credettero essere una cronaca di fatti realmenti avvenuti.
Quel che mi sfugge è come possa avere presa un racconto del genere qui da noi in Italì dove gli orrori agresti e domestici sono ben altri, e a volte più spaventosi,  e dove il lettore non può trarre "spunto empatico".
Per il resto il volume contiene altre tre "brevità" che non hanno granchè, a mio avviso, da dire.
Di certo è comunque un volume importante, evitabile, ma comunque importante.

Nota finale sui prezzi di copertina:
Come per "Abbiamo sempre vissuto nel castello" i prezzi di questi due libri sono folli!
Per ottanta paginette (davvero ine, questo rosso di libro è più piccolo di una rubrichetta telefonica) ci vengono chiesti 10 euro!
E per fortuna che il libro è in crisi in Italia (da sempre mi pare) e che tutti dovrebbero leggere di più (ma che sciocche polemiche vado facendo!)

Orsù, stì libri leggeteli.
Almeno però il secondo, cercatelo in biblioteca, nell'usato, dove volete, perchè i dieci euro che chiedono sono davvero eccessivi!

La Lotteria
Shirley Jackson
Adelphi