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venerdì 9 marzo 2012

Medea Voci - Christa Wolf ****

Secondo me le impronunciabili Edizioni e/o lo fanno apposta a pubblicare libri belli in confezioni orrende.
Sì perchè non è che ti venga sta gran voglia di accattarlo in libreria 'sto volumetto rosa confetto con una tizia in primo piano che tiene in mano una pianta e che c'ha pura la faccia un pò scoglionata.
Senza stare poi a guardarne il look che si direbbe un freak-chic premaman riciclato...
Ma vabbhè, cosa volete che ne sappia io di scelte grafiche, di riconoscibiltà e di conducibilità se non quella elettrica e manco quella più di tanto?

Medea è un libro molto bello.
Però in libreria non me lo sarei mai andato a cercare, tantomeno lo avrei comprato per i motivi di cui sopra (perchè sì, un libro lo si giudica anche dalla copertina).
Ma il caso ha voluto che lo acquistasse Muglierema e che lei lo reputasse noiosetto. Orbene, mia moglie se non vede una decina di litri di sangue nelle prime dieci pagine si annoia. Si annoia anche se non compare un filosofo pipposo che attacca a ciarlare di massimi sistemi e di cose complicate. A dire la verità si annoia molto anche con i Sodoku di livello difficilissimo.
Vabbhè insomma Muglierema abbandonò il libello sulle mensole della libreria a prendere polvere e molto, molto, molto, molto, molto² (sì al quadrato) tempo dopo complice arsura da lettura me lo lessi in una serata.
Iniziamo col chiederci, Medea chi è costei? Ma per questo vi rimando alla solita fonte wikiosa, lo so non ci faccio bella figura, ma nemmeno voi che ci cliccate!

Tornando al libro in sè: al contrario del mito che la dipinge come una donna scaltra, maligna, "tramatrice", infame, le voci che si alternano in questo romanzo ci raccontano di come fosse invece una donna "diversa" dalla consuetudine della Grecia antica e che si troverà a pagare lo scotto di questa sua diversità affrontando le tragedie più terribili, non ultima la lapidazione dei figli.
Dopo avere tradito il padre in favore di Giasone per consentirgli di trafugare il vello d'oro, Medea si imbarca con lui alla volta di Corinto. Qui è guardata come una barbara dai modi fin troppo arcaici e istintivi.
Medea è la depositaria di un remoto sapere del corpo e della terra, una donna alla ricerca della verità. Una donna capace di superare le rivalità e il continuo sentirsi straniera in una terra così corrotta e lontana da costumi semplici e arcaici della Colchide (ossia la Georgia, non quella degli Stai Uniti, ma questa  ) da cui proviene.
Sono numerosi gli argomenti che vengono affrontati in questo libro, così sottile eppure così pieno:
la ricerca del sapere, l'accettazione dell'altro e la multicultarilità di cui il mondo antico era così pregno.
Intrighi, inganni, sciagure, saranno la leva su cui faranno pressione i suoi detrattori per trasformarla nel capro espiatorio portatrice di sventura.

Bello, e molto.

Medea, Voci 
Christa Wolf
Edizioni e/o


L'atlante delle nuvole - David Mitchell *****

Trovo che una delle cose più difficili da fare sia proprio quella di parlare di un libro che mi è piaciuto tanto come questo.
Sì perchè si rischia sempre di lasciar sfuggire questo o quell'aspetto, di esaltarne altri e di limitarsi a ripetere che "QUESTO LIBRO E' MOLTO BELLO" per decine e decine di righe.
Ho deciso perciò di scriverlo all'inizio, e cioè ora, togliendomi così il sassolino dalla scarpa: QUESTO LIBRO E' MOLTO BELLO!

Non conoscevo l'autore, ovviamente perchè sono un saputello ignorante, ma cercando in giro per la rete scopro un sacco di cose interessevoli tra le quali un suo lungo soggiorno in Italia dove ha avuto l'occasione di scoprire alcuni nostri autori tra cui il (solito!) Calvino dal cui "Il castello dei destini incrociati" ha tratto ispirazione per stendere questo suo lavoro.

VASTO è la parola con cui definire questo popò di romanzo. Vasto per quantità di trame, vasto per le tematiche che affronta, vasto per la complessità del "libro finito in sè".

In questo libro, in una sorta di scatola cinese (ma giusto una specie, forse più cubo di Rubik ) si raccontano sei differenti storie di sei differenti generi, connesse tra loro,  i cui protagonisti sono sei differenti personaggi e che hanno un modo di raccontare le proprie vicende in modi, ovviamenti, diversissimi tra loro. 
Operazione mica facile: tenere a bada sei personaggi con sei capocce diverse nello stesso libro, correndo il rischio che possano in qualche modo somigliarsi è una operazione davvero complessa.
Ma Mitchell riesce bene in questo esercizio e ci conduce in questi sei differenti punti di vista su sei diversi mondi (che poi son sempre lo stesso) in momenti storici differenti.
Il libro si apre con le note di un diario di un notaio americano che vuole assistere agli effetti del colonialismo in una isola dell'oceano pacifico. Seguono l'epistolario di un folle musicista a cavallo delle due guerre mondiali, l'inchiesta di una giornalista che ha in mano una denuncia riguardante una possibile catastrofe radioattiva (episodio vagamente ispirato ai fatti di Three miles Island?), il racconto della rocambolesca fuga di un editore dai suoi creditori negli anni '80, il testamento di un clone schiavizzato il cui unico "peccato" è stato quello di acquisire coscienza autonoma e sentimenti e infine il resoconto di un giovane sul finire della civiltà.
Ma questa elencazione di cui sopra, è soltanto la maniera "semplice" di spiegare la struttura del libro che è costruito in maniera molto complessa.
Attenzione, COMPLESSA non COMPLICATA. Con Complesso intendo dire che le storie sono sì sei, e molto diverse, ma sono così strettamente collegate tra loro da non poter essere lette se non nell'insieme del libro stesso.
Fosse stato " complicato" lo avremmo potuto smontare e leggere in maniera "agevole" cosa che di per sè, non è.
Non è un libro difficile da leggere, al contrario scorre e, anzi, corre che è un piacere: è evocativo, dirompente, commovente, fastidioso, a tratti ilare, a tratti drammatico.
Per spiegarla con le parole dell'autore: "I 6 protagonisti de L'atlante delle nuvole vivono in punti e momenti assai diversi del mondo e della storia, ma fanno parte tutti di un unico elegante schema, come se si trattasse di 6 strumenti musicali: Nella prima parte del libro ogni assolo è interrotto da quello del protagonista successivo. Nella seconda parte ogni interruzione viene ricomposta, in ordine", spiega Mitchell. Con l'eccezione del racconto di Zachry, vero fulcro narrativo del libro, viviamo ogni storia due volte, seguendo lo schema 1, 2, 3, 4, 5, 6, 5, 4, 3, 2, 1. Ogni storia è scritta in uno stile diverso, coerentemente con l'ambientazione e il carattere dei personaggi (...)"

Di sicuro uno dei migliori libri DI SEMPRE che si possano leggere: l'abilità dell'autore nel cambiare registro, nello scegliere ogni volta un'intonazione vocale (che si percepisce chiaramente) ai suoi personaggi, nel mutare stile e prospettiva narrativa è un'abilità che ha quasi miracoloso per quello che non è UN romanzo ma che "è" sei romanzi.

L'atlante delle nuvole nel 2005 è arrivato finalista  al mio Arthur C .Clarke (premio letterario britannico assegnato ogni anno al miglior romanzo di fantascienza pubblicato nel Regno Unito), si è piazzato molto bene ai premi Nebula (premio letterario assegnato annualmente dal 1965 dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America ad opere di fantascienza o fantasy di lunghezza superiore alle 40.000 parole) del 2004 e nello stesso si è classificato molto in alto al Booker Prize ( un premio letterario istituito nel 1968 e assegnato ogni anno al miglior romanzo, scritto in inglese, da un cittadino del Commonwealth delle nazioni, dell'Irlanda o dello Zimbabwe.)

Quello che mi sorprende è che venga considerato "solo" un romanzo di fantascienza quando per generi e temi trattati si espande anche in altri ambiti letterari.

Per concludere: QUESTO LIBRO E' MOLTO BELLO!!!

L'atlante delle nuvole 
David Mitchell
Frassinelli