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mercoledì 14 marzo 2012

Da Chernobyl a Linate - Maurizio Catino ****

Questo non è un romanzo, ma un saggio.
"E che c'azzecca co' te?"
C'azzecca eccome perchè, di quando in quando, anche io leggo saggi. Vuoi per "obbligo didattico" (leggi esami) vuoi per (più raramente) piacere, alle volte questi libri me li compro e me li leggo pure.
Questo "Da Chernobyl a Linate" è un saggio da primo caso, ossia me lo sono dovuto leggere per sostenere un esame.
Leggendo la quarta di copertina si potrebbe concludere che ci troviamo davanti a un volume molto pipposo, sul perchè la gente muore. Di solito, come mi era già accaduto, quando ci troviamo davanti siffatti libri che sembrano ruotare sugli incidenti, siamo indotti a pensare  che quello che ci troveremo davanti sarà una luuuuunga elencazione di fatti, una breve cronca dell'accaduto, e un serie di dati che dovrebbero spiegare i perchè e i percome.

Con mia somma sorpresa leggere questo libro è stato un vero piacere.
Mai verboso, mai pedante, mai pesante, mai "io sono l'autore e tu lettore non sei nessuno e quindi se non capisci sei anche sei stupido", ma agile, scorrevole, interessante e che dà la spiegazione dei fenomeni "incidentali" in maniera chiara, semplice ed esaustiva.
Ovviamente il titolo si riferisce a due grandi catastrofi contemporanee quella di Chernobyl, e quella dell'aeroporto di Linate del 2001 passando per altre catastrofi più o meno note di incidenti ferroviari, il disastro del Mann Gulch del 1949 o l'esplosione degli shuttle Columbia e Atlantis.

Quelle di cui veniamo a conoscenza leggendo queste pagine, e che ci lasciano stupiti (almeno per me è stato così) è che non si tratta di sciagure annunciate, o di semplici malfunzionamenti dovuti a una vite lenta, o una spia luminosa fulminata.
Spesso gli incidenti descritti sono avvenuti, e magari si sono ripetuti, perchè tutto è funzionato a dovere e nel migliore dei modi, perchè ogni cosa era proprio lì dove doveva essere e questo ha contribuito all'esplosione del disastro.
Si parla molto spesso nel testo di "disastro organizzativo" perchè la causa prima degli incidenti sembra proprio essere legata al modo in cui sono organizzati i luoghi di lavoro e che va oltre il semplice errore umano, che è il motivo più invocato a seguito di un incidente.
Non sono motivi da prendere sotto gamba quelli delineati in questo saggio. Molto spesso ai telegiornal ci vengono riportate le notizie di avvenimenti disastrosi e di cui non si riesce a dare spiegazione.
Questo testo, a suo modo, ci insegna a guardare ai fenomeni attraverso un' ottica  differente e a prendere in considerazione spiegazioni più "logiche" e spesso "semplici", rispetto a quelle che ci vengono propinate.

Se vi va, leggetelo che ne vale la pena.

Da Chernobyl a Linate
Incidenti tecnologici o errori organizzativi?
Maurizio Catino
Bruno Mondadori