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venerdì 16 marzo 2012

Di carta stampata e carta moneta...

 ... che non vuole essere una polemica ma ci si avvicina.


Soffro di un brutto, bruttissimo male.
Quando mi trovo alla presenza di libri, fumetti, carta stampata, insomma roba da leggere scatta in me qualcosa che...
Mi immobilizzo davanti agli scaffali, spulcio titoli, leggo trame, svuoto interi settori e li ricompongo, in alcuni casi rimetto persino in ordine là dove il cliente distratto o pigro ha lasciato un titolo fuori posto.
E l'impulso irrefrenabile di comprare TUTTI i libri che ho anche solo sbirciato, si fa sempre più pressante, più presente e inarrestabile.
Mi muovo alla ricerca di prede cartacee senza un vero motivo, senza una "linea di caccia", non faccio distinzioni di genere o autori, sono tutti possibili vittime della mia brama di lettura.
E fu così che in più di una occasione, assecondando questo mio "libidinoso" istinto lascia in libreria tanti soldi, troppi.
Ma che dico, non sono mai troppi i libri che si comprano, semmai sono troppo pochi lo spazio domestico in cui conservarli e il tempo a nostra disposizione per leggerli e i danari da spendere negli acquisti.
Ecco quindi farsi largo, nella mia mente e nel mio cuore -poco- foderato di euro la necessità di rivedere il mio status di lettore e di lettura.
Sono davvero tanti i libri che vorrei leggere anzi, vorrei leggere TUTTI i libri che si trovano sulla faccia del pianeta ma mi rendo conto che l'impresa è impossibile per gli stessi motivi di cui sopra: spazio e danari. E più che sottrarre sonno per questo mio piacere altro non potevo fare.
Per fortuna qualcuno inventò l'e-reader e con esso venne la possibilità di conservare centinaia e centinaia di libri in pochissimo spazio.
"Sì ma e i danari?"
Eh, i danari.
Diciamocelo; i libri in questo periodo costano un fottìo, hanno spesso prezzi spropositati per edizioni anche economiche che di certo non valgono quanto gli editori chiedono.
"Oddìo, eccone un altro che si lamenta..."
Oui, ma io sono andato alla ricerca di una mia personalissima soluzione che è stata quella di non comprare più, quasi, nemmeno un libro "nuovo" e di rivolgermi ad altri sistemi sia per leggere sia per risparmiare.
Frequentando un certo forum di fantascienza e confrontandomi con altri forumisti di onnivore letture, vengo a scoprire che esistono le biblioteche!
Sia chiaro, non che non sapessi della loro esistenza ma il mio vissuto di studente mi aveva sempre condotto in luoghi tristi e sciatti con macilenti teche e polverosi volumi.
Decisi così di ritornare in questi luoghi di libri dimenticati per scoprire, con somma gioia e sommo gaudio che mentre io avevo smesso di frequentarli loro, le biblioteche, si erano evolute.
Sale studio, sale di lettura con comodi divani, luce, connessioni internet, un servizio a tutto tondo per chi cerca di studiare o anche solo di passare un'oretta in tranquillità per leggere il suo libro prefereto.
"E vabbhè, ma tu abiti nella capitale, e chi sta fortuna non ce l'ha?"
Questa è la mia personalissima esperienza e credo che, almeno i classici, li abbiano anche le biblioteche più piccole. Come questa che è davvero minuscola ma cazzutissima! 
Passai così da un certo numero di libri letti, al suo raddoppio!
Insomma con il sistema della biblioteca lessi di più e mi ritrovai così, di nuovo, a cacciare prede libresche in un ambiente tutto nuovo in cui però sapevo di poter prendere qualsiasi libro, leggerlo a costo zero con la possibilità, se mi avesse fatto schifo, di poterlo riportare indietro senza sentirmi in colpa per i denari spesi!
Dal libro classico al moderno, dal romanzo d'avanguardia alla novità: cosa non ho trovato lì?
Altro sistema di risparmio è stato quello di rivolgere la mia attenzione ai mercatini o alle bancarelle dell'usato. Anche qui l'impulso di prendere tutto è molto forte, ma riesco a cavermela spendendo pochi spiccioli!
Ottima risorsa è rappresentata da i "Mercatino" molto diffusi a Roma, non so nel resto dello stivale, in cui però il settore "libri" è spesso una miniera di sorprese a buon mercato!
E i titoli elettronici?
Ecco, qui il discorso si fa spinoso e antipatico perchè si entrerebbe nel vivo di una discussione iniziata con l'esplosione del mercato libresco digitale e che non si concluderà mai: "Quanto dovrebbe costare un libro elettronico?"
Il prezzo di un libro, sia fisico che digitale, viene stabilito dall'editore. Quello che spesso mi chiedo e come sia possibile che un libro di carta che costa venti euro, nella sua forma dematerializzata ne costi appena diciotto.
D'accordo, dietro la "costruzione" del libro c'è tutto un lavoro di cui non conosco appieno i meccanismi, ma il formato elettronico non dovrebbe per forza di cose (visto che non ci sono materia prima, non c'è trasposrto, non c'è magazzino e così via) costare molto, ma molto meno?
Eppure alcuni editori sfornano i loro elettrotitoli a prezzi spesso criminosi.
E quindi, che si fa?
Semplice, quando un libro costa così tanto, troppo per le proprie tasche, non lo si compra; che sia in un formato o nell'altro non è importante: se costa tanto è troppo e basta!
Per fortuna ci sono anche editori avveduti che stanno facendo del loro meglio affinchè il mercato dell'elettrolibro non esploda e propongono i loro titoli al giusto prezzo. Quale sarebbe il giusto prezzo? Di sicuro dieci euro sono eccessivi, ecco, tutto quello che è al di sotto di questa soglia (di almeno un bel pò percentuale intendiamoci) è un prezzo non dico equo, ma che gli si avvicina.
Sono diverse le strade da percorrere per accaparrarsi un libro e non ve le enuncerò di certo, ma va posto l'accento su un dettaglio molto importamte e cioè che IL CLASSICO non si deve pagare!
Risorse importanti in questo senso, ma non solo, sono rappresentate da: Liber Liber, oppure questo qui Il Pub di Pub che propone centinai di titoli interessantissimi.

Ordunque la mia fame di libri o sete o bisogno si è infine placato?
No!
La compulsione è ancora presente e anche il mio ebook reader si sta pian pianino rimpiendo di titoli che non so se e quando leggerò, ma la soddisfazione di poter leggere di più, spendendo molto meno è davvero grande.