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lunedì 19 marzo 2012

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger *****

Questa non è un semplice storia d'amour.
Questa non è una semplice storia di viaggi nel tempo.
Questa non è una storia semplice e diciamolo pure, fa piagne!
Per i non addetti alle lacrime, questo è un libro che commuove fino alle lacrime.

Questo libro E' un libro di fantascienza.
Questo libro non lo troverete nel suddetto reparto ma da tutt'altra parte alla lettera "N" come l'iniziale dell'impronunciabile cognome dell'autrice.

"Ah, io non lo leggo!" disse Muglierema dopo mio pressante suggerimento "Ma hai detto che vorresti leggere una cosa diversa e che..."
"A me già infastidisce il modo in cui è scritto. Prima il prima, poi il dopo, è così che dovrebbe essere scritto un libro.
Qui c'è tutto un guazzubugio di..."
"Paradossi? Salti temporali, crono-cagnare?"
Annuisce.
"Ma è proprio di questo che parla il libro, cioè anche di questo e chi ha detto che viaggiare nel tempo sia semplice, facile e lineare?
Il problema è che concepiamo il tempo "ancora" come una linea il cui susseguirsi di punti, uno dietro l'altro, determinao l'incedere degli eventi che si susseguono in maniera ordinata.
E se così non fosse?
Se il tempo invece fosse un "piano" in cui tutti gli eventi si svolgono contemporaneamente?
E se invece fosse una specie di sfera gibbosa in perpetuo movimento?
Movimento, questo ci porta a un'altra riflessione: il tempo può essere modificato?
Potrei viaggiare a ritroso e uccidere mi nonno? (E perchè, avrei altre cose più interessanti da fare) E nel caso che fosse possibile io, nascerei mai?
Alcuni dicono che il tempo è costantemente modificato, i deja-vu, le sensazioni di conoscere cose o ricordarne quando non dovremmo, non sono altro che riscritture del tempo che avvengono attorno a noi e di cui non ci accorgiamo coscientemente."
Muglierema: "Hai finito?"
"Bhè, no, ci sarebbe da discutere su paio di altre teorie. Tipo se il tempo è finito... hai presente Quantum Leap...?"
"Vabbhè io mi vado a leggere i miei squartatori filosofi, tu continua pure a parlare da solo. Ah  ti ricordo che c'è anche la cena da preparare e la pargola da cambiare non necessariamente in quest'oridine..."

Che poi diciamocelo,  la traduzione del titolo (The time traveler's wife)  , che è letterale e non letteraria, è piuttosto "antipatica" per quanto esattissima e forse in questo caso sarebbe servito un adattamento.
Dicevo in apertura che ci troviamo davanti a una storia d'amour ma anche fantascientifica e se volessimo proprio imbrigliarlo in qualche modo, 'sto titolo potremmo metterlo nel genere del "non convenzionale".
Come non convenzionale è la storia d'amore che i due si ritrovano a vivere: lui Henry de Tamble, ha un difetto genetico che lo costringe a saltare nel tempo (cronodislocarsi) senza che lui possa mai e poi controllare la cosa. Claire, è una bambina di sei anni che di quando in quando va a rifugiarsi nei luoghi più nascosti del grande bosco che circonda la casa della sua famiglie e lì incontrerà il trentaseienne Henry per la prima volta.
Henry, proprio per questo suo problemino, si è scelto un lavoro tranquillo, senza troppi problemi o stress che possano accidentalmente causare una delle sue "crisi": fa il bibliotecario a Chicago e sarà lì che per la prima volta, a ventisei anni incontrerà la donna, Claire, che sembra conoscere tutto di lui.
Vi siete persi/impicciati/impapocchiati?
No problem: il passato di Claire è ancora nel futuro di Henry! 
Ho peggiorato le cose?
In pratica la scorrere degli incontri dei due non è lineare, almeno per Henry, la cui "versione"  più vecchia prenderà il posto della sua versione più giovane (in quel momento non disponibile per un salto) persino il giorno del suo matrimonio.
Gran parte della narrazione degli eventi è lasciata a Claire, colei che è sempre in attesa del ritorno di lui da chissà dove e chissà quando.  "È dura rimanere indietro. Aspetto Henry senza sapere dov’è e se sta bene. È dura essere quella che rimane"

Non si tratta naturalmente di una "sola" storia di attesa dove la novella Penelope se ne sta lì, in ansia a d aspettare il ritorno dell'amato.
I viaggi di Henry sembrano essere tutti legati a questo o quell'evento o quel luogo al quale il suo subconscio lo conduce e questo, in qualche modo, metterebbe al riparo noi lettori dal pensare "poverino chissà adesso cosa gli capiterà" perchè in teoria quella cosa lì, lui l'avrebbe già vissuta.
Ma così non è: proprio quando pensiamo che tutto stia andando per il verso giusto ecco che il "destino" ci mette lo zampino e rimescola le carte e tutto torna in gioco (il tempo non può essere alterato) aprendo un ventaglio infinito di possibilità. Si costruisce così  la vita di una coppia, e poi di una famiglia cosparsa di gioie e di tragedie, sempre sotto la minaccia di qualcosa che nessuno dei due può prevenire o controllare. Quello che cambia semmai è il "sentire" l'evento in questione, il vissuto che cambia punto di vista a seconda del momento in cui Henry lo vive.
E' questo un libro vivo, intenso, romantico che strappa anche la lacrimuccia (a meno che non siate dei cuordipietramangiametallorovente) che sorprende e no, non delude.

Una curiosità: l'autrice (il cui impronunciabile e inscrivibile nome cognome non rivergherò ma copierò e incollerò) Niffenegger, ha dichiarato di avere iniziato a stendere il libro dalle scene finali. Se non fossimo in odore di fantascienza potremmo dire che lei e Sir Conan Doyle hanno qualcosa in comune.
"Un amore all'improvviso" è l'improbabile titolo da commedia romantica che è stato appioppato all'adattamento cinematografico di questo libro.
Come in "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" da noi adattato in "Se mi lasci ti cancello" si è scelto di dare una connotazione più "rosa" ai titoli di queste storie  perchè così, a detta degli espertoni lo spettatore si sentirebbe più rassicurato da un titolo rose e si dimostrerebbe più incline a comprare il biglietto del cinema.

Ora, sto con la speranza che Muglierema legga queste mie righe e  che rincasando mi chieda "me lo presti" ma so già che le cose non andranno così. 
Più realistico sarà :"Sì, pipposo sembra pipposo, ma siccome me lo hai già raccontato e alla fine sembra che si debba persino piangere, no, non lo leggerò. Me ne vado di là a  finire di leggere di una autopsia filosofica che mi appassiona di più!"

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo 
Audrey Niffenegger
Mondadori