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martedì 27 marzo 2012

Fiato sospeso - Silvia Vecchini (sceneggiatura) Sualzo (disegni) ***

Quando qualcosa di semplice ti mette a dura prova.
 
Ci sono due validi motivi perchè un'opera non meriti il massimo dei miei voti.
1°: la storia che magari non mi è piaciuta del tutto. Ma nevvero!
2°: il dover fare i conti con me stesso, con quello che la storia mi ha dato, e quello che ci ho trovato e io odio fare i conti con me stesso!
Non ci sono, come nel resto delle recensioni di questo blog, motivi oggettiivi, ma solo emotivi.
Ed essendo emotivi sono, per forza di cose, fallaci.
Il primo motivo che mi spinge a non dare più stelle è l'empatia con la protagonista che non è riuscita del tutto.
Il secondo motivo è che, dopo ventiquattro ore dalla fine della lettura, questa inizia a "fermentare", e a darmi le sue ragioni.
Certo, uno intelligente direbbe che "Se la lettura ti fa riflettere vuol dire che è riuscita nel suo intento, e se ti ha colpito nel profondo come ammetti lì dove dici che non vuoi fare i conti con te stesso, allora sì, ci siamo, dovresti dargli più asterischi!
 

Zitta-zitta-zitta "Voice in my mind", detesto darti ragione e quindi non te la darò!
"Fiato sospeso" è un fumetto graziosissimo, morbido a suo modo (nel senso che mi ci son trovato comodo, ma che cosa significhi questo forse è da chiedere a uno psicologo), elegante sia nei disegni che nel formato che nella confezione dai bordi arrotondati (brava Tunuè) e con una storia che mi ha colpito, ma solo in parte.

Questo è una storia di crescita, di maturazione, di evasione dal quotidiano e della ricerca della fiducia in sé stessi con una storiella semplice-semplice ma che non è riuscita a catturarmi del tutto.

Tra me e Olivia, la bambina protagonista, ci sono molte cose in comune, siamo entrambi appassionati nuotatoti, ci troviamo a nostro agio nell'acqua e forse meglio che sulla terra-ferma.
Ma le nostre similitudini finiscono qui. "E certo, mica ti vorrai immedesimare con una ragazzina delle elementari e che..." 
Ma mica è una ragazzina vera, è un personaggio letteraio, immaginario e immaginato, e questo dovrebbe consentirmi di entrare in sintonia con lei.
Ecco, questa sintonia non è riuscita del tutto. Sono con lei quando nuota, quando si sente a disagio, quanto si sente difettosa o sola.
Poi, vuoi forse per la svolta narrativa, vuoi perchè è una persona diversa da me, seppure immaginaria, il suo profilo si allontana e non ci ricongiungiamo più.

Stai a vedere che invece era proprio quello l'obiettivo?
La protagonista si lancia nella vita, cresce diventando una persona nuova, come nella poesia dell'uovo che ha vergato per il suo compito in classe e all'improvviso non la riconosco più!

Ok, forse 'sta recensione avrei dovuto pensarla un pochino di più per fare chiarezza nella mia testa...
E rileggendo i due punti in apertura mi rendo conto che nemmeno quelli sono chiari come avrei voluto.
"Insomma basta! T'è piaciuto? Non t'è piacuto? Non mi ci stai facendo capire un emerito cavolo!"

Oh bello, calmo-calmo che io persino in gelateria se ci son più di due gusti mi perdo nell'indecisione!

Ok Voice, risponderò alle tue domande così come le hai poste:
Sì, mi è piaciuto. Mi è piaciuto leggere di una che sa cosa vuol dire stare in acqua, rinchiusi solo nella propria testa. Testa che lì, circondata dall'elemento acquoso, non è che pensi a chissà cosa, ma in parte si svuota, si rilassa, si concentra sul solo sforzo di essere senza voler necessariamente emergere.
"E quindi?"
Quindi che?
"Il nuoto in questa storia è importante?"
Ovvio, in parte è metafora della personalità della protagonista che, a ogni bracciata, "morde" l'acqua cercando di "Lasciare fuori tutto" e di superare i propri limiti, se poi ci mettiamo che ogni capitolo è intitolato come le sequenze atletiche; riscadamento – entrare in acqua lasciare fuori il resto – sotto la superficie – apnea – virata – presa – spinta – gambe – risalire – tuffo, si può notare come la metafora della vita si immerge perfettamente nella vasca e...
Oddio-oddio-oddio, stai vedere Voice, che c'hai ragione e che 'sto libro è davvero bello e che di asterischi gliene devo almeno uno in più se non due?
"Direi di sì, ma forse vuoi aggiungere altro?"
Direi che il titolo del capitolo finale in parte riveli già tutto: Tuffo; come il lanciarsi nella vita e deciderla di affrontarla, bracciata dopo bracciata, giorno per giorno!

Che dire infine dei disegni?
Dico che sono giusti, che si intonanto perfettamente alla storia e che non mi verebbe in mente nessun altro per realizzarli.

In conclusione, e senza continuare a menare tanto il can per l'aia.
Se siete giunti a queste righe finali sappiate che questo libro è molto, molto, molto bello, profondo, piacevole e IMPORTANTE nella sua semplicità.
E, anche se pensate che se doveste pensare che non possa calzarvi del tutto, come è accaduto a me, vale lo stesso la pena di immergervi nella sua lettura e magari di consigliarla, così come io faccio con voi, anche a persone più giovani!

Fiato Sospeso
Silvia Vecchini
Sualzo
Ed Tunuè