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giovedì 3 maggio 2012

La moglie del djinn - Ian Mc Donald ***

"Una tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia".*

Di seguito una svogliata recensione di un racconto che meriterebbe di più.
Ahilui però, l'ho letto a mozzichi e bocconi e quando questo succede, succede e basta e chi ci rimette son io che non me lo son gustato come avrei voluto.
Ma stavolta è colpa di tutta una serie di cose che... ma sorvoliamo sugli affari miei e parliamo di questo racconto che parla d'amour (e di cos'altro?) tra umani e esseri artificiali!

No, la faccenda dell’amore tra costrutti artificiali ed esseri umani non è inedita.

Oddio, inizio così a parlare di questo grazioso racconto?

 Sì, una storia davvero graziosa, delicata e intrigante.
"La moglie del djinn" titolo che non riesco mai a scrivere correttamente perchè dimentico sempre una "i" o una "n" della parola "djiinn" ci racconta una storia d'amore con, sullo sfondo, la posibilità della deflagrazione di un doppio conflitto, se non superiore al doppio.
C'è una spinosa questione politica che vede lo stagliarsi all'orizzonte una pericolosa guerra dell'acqua, ci sono le intelligenze artificiali, qui chiamate aeai (con riferimento forse alla pronuncia indiana del più conosciuto nomignolo IA) e c'è lo scontro culturale-vitale-emotivo tra la bellissima ballerina Esha Rathore e la rinomata intelligenza artificiale "diffusa" funzionario politico, A.J. Rao.

I due, la ballerina e la IA sono, rispettivamente, "la moglie" e il "djiin" che, per  chi non lo sapesse, è quello che noi volgarmente potremmo chiamare il genio della lampada ma che in realtà, nella tradizione indiana è qualcosa di un tantinello più complesso.
In questa storia mito e realtà si fondono. Le divinità quali Ganesh o Kali, sono onnipresenti ma appaiono come osservatori passivi delle decisioni dell'uomo che sembra avvicinarsi a loro.

Ma che vuol dire che A.J. Rao è diffuso?
Vuol dire che, di fatto, fisicamente lui e tante altre cose di questa storia esistono solo se guardate attraverso dei dispositivi utili ad amplificare lo spettro delle percezioni ambientali.
Così, uno squallido paesaggio cittadino, torna a essere un favoloso giardino, alle feste in maschera ci si può travestire come i personaggi della più rinomata soap-opera del momento.

Fin qui sarebbe quasi tutto lineare, ma se l'esistenza dell'intelligneza artificialie venisse minacciata, questa come si comporterebbe? Se quello che ritiene essere l'amore della sua vita lo lasciasse, come agirebbe? E come può, ma sì che può, accoppiarsi una fisicità diffusa come quella di A.J. Rao, con la sua compagna?

Una storia davvero graziosa il cui finale però mi ha lasciato "un pò così".
Tutto l'avvicendarsi è raccontato da una voce, un testimone di seconda mano se vogliamo che, nell'economia della storia  fungerebbe da elemento sorpresa ma, diciamolo, non è che il finale sia così sorprendente.

Questo racconto, premio Hugo 2007, lo potete trovare sulla fantasciosa rivista "Robot" n° 53 la cui copertina accattivante non può lasciarvi indifferenti!
Per chi non lo sapesse, o per chi non mastica il genere, "Robot" è un pò più di un semplice contenitore ed  è meglio, e a suo modo più scientifico, di qualsiasi numero di Focus in circolazione (e diciamolo pure Focus fa cagare).
Robot racchiude in sè sempre ottimi racconti di ottimi autori, articoli di approfondimento e tante altre belle cosette per tutti i gusti e questo è stato il primo numero che ho comprato e che stavo ammuffendo da troppo tempo in libreria! (insieme ad almeno altri 3 numeri)


 



La moglie del djinn
Ian Mc Donald
Pubblicato su Robot N° 53
Delos Books

 





*Arthur C. Clarke