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domenica 6 maggio 2012

Frammenti di ossa - Kaaron Warren ****


Io un apocalisse così non l'avevo mai vista.
E dire che ne ho lette e sentite di cose, tipo : "[...] questa città sta andando verso un disastro di proporzioni bibliche!"
  "Cosa intende per bibliche?
  "Intende cose da Vecchio Testamento, signor sindaco, proprio roba del tipo collera divina, fuoco e zolfo che piovono dai cieli, fiumi e oceani che bollono!"
  "Quarant'anni di tenebre, eruzioni, terremoti!"
  "Morti che escono dalle fosse!"
  "Sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!"

E' una fine del mondo come non l'avevo mai pensata e, credo, così come in molti non l'avremmo mai nemmeno concepita.
Credo che l'essere umano medio si immagini la fine dei tempi o in maniera biblica, e quindi la terra che si apre, fuoco e lapilli, e i quattro cavalieri dell'apocalisse seduti da Mc Donalds a godersi lo spettacolo.
Oppure in maniera fatalista "tanto prima o poi doveva accadere" con astronavi nel cielo che  ci bombardano con i loro raggi della morte.

Leggendo Frammenti di ossa invece esuliamo da queste letture classiche dell'armageddon e ci viene prospettata un giorno del giudizio molto meno caricatevole, e decisamente più subdolo, di quelli citati qui sopra.

Inizia tutto con una strana pioggia di uccelli, morti ovviamente e con una bizzarra e dilagante forma di leucemia, lo Sturm, che salda tra loro le ossa e le fa crescere all'interno dei corpi fino a sigillare occhi, naso, bocca e decretare la fine della vita.
Cosa sia questa malattia o da dove venga nessuno sembra saperlo spiegare, forse è il litio contenuto in una innovativa formula farmaceutica per il dimagrimento, o forse è colpa del cibo.
Fatto sta che le autorità non sanno che pesci pigliare e suggeriscono a tutti di esporsi al sole il più possibile.
Sasha, Nick, Rab, Bevan, si muovono in un mondo da cui è scomparso il concetto di altruismo, in cui il denaro è il cardine stesso (se non l'asse) del mondo, e i poliziotti non aiutano la gente.
Solo Jeremiah, bizzarro personaggio di bianco vestito dalle strane idee e socio unico, nonchè fondatore della "Grinding House", ossia un mulino isolato in cima a una collina, sembra sapere come stiano le cose.
Ma è davvero così?

E' un mondo apparentemente normale quello di cui leggiamo, un mondo parallelo forse ma non così distante dal nostro, forse è un universo "tangente".
Non è una storia paurosa questa, inquietante però sì lo è di certo, come è anche drammatica e, a suo modo, spaventosa.
E' un mondo che ha fatto dell'ingordigia, dell'avarizia, dell'egoismo la norma e che tuttavia continua ad andare avanti.
E' dunque la prima volta che sulla Terra, quella Terra, si scatena un simile male?
Come dicevo poche righe addietro, una apocalisse nuova, una fine dei tempi come non ne avevo mai incontrate prima (l o avevo già detto vero?) e che va a colpire là dove più mi intriga ossia l'inserirsi e interrompere la norma, il quotidiano - in questo caso di una intera civiltà - colpendo tutti nessuno escluso.

Karen Warren è una autrice australiana che ha scritto un sacco di cose orrorose e paurose vincendo un premio; il Fiction ACT Writers and Publishers nel 2006. Questo "Grinding House" che per chi non lo avesse capito è il titolo originale della novella in oggetto, fa parte di una omonima antologia in cui sono inserite altre sue storie.



Frammenti di ossa
Karon Warren
40k edizioni