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martedì 8 maggio 2012

Gli uomini vuoti - Dan Simmons ****

Il signor Simmons è uno tra i miei scrittori preferiti.
Quali sono gli altri?
Ovvio, tutti quelli che scrivono un bel libro. Poi vabbhè se dopo il libro bello dovesse capitare che scrivano anche qualche cazzata, non saranno più preferiti, ma solo quelli che "ah sì, hanno scritto quel bel romanzo ma poi quello dopo era una vera porcata."
Con Simmons questo non sembra accadere. Seppur non abbia apprezzato appieno il suo ciclo giallo di Joe Kurtz, e che forse meriterebbe una rilettura, non sono mai rimasto totalmente deluso dai suoi scritti.

Vaaaaabene c'è la faccenda de Vulcano - Il grande Amante quella antologia di racconti particolari per così dire, ma anche lì, ci sono cose davvero ragguardevoli come la faccenda della vampira giapponese e lo scrivere dell'amore seguendono diverse declinazioni.

Ci siamo arrivati "le declinazioni del'amore" perchè, a mio avviso, è di questo che parla Dan Simmons nei suoi romanzi e dagli che magari ci sono mostri nell'ombra, esseri tutti puntuti che hanno dato nuovi significati al concetto di viaggio nel tempo, crucimorfi, navi intrappolate tra i ghiacci o psicodroghe, ma sempre lì alla fine va a parare, come se l'amore fosse il rumore di fondo dell'universo.

Oh ma come sono sdolcinato.
Cosa avviene dunque in questo di romanzo? E perchè c'è una donna spettinata in copertina?
Non posso rispondere a quest'ultima domanda ma alla prima sì.

"Gli uomini vuoti" come accade di consueto con Simmons, si rifà a una poesia tal "The hollow man" di Thoms Eliot che la scrisse nientepopodimenoche nel 1925 in un periodo di forte stresse ed esaurimento nervoso. (che poi questi che si esaurivano a quei tempi, vorrei tanto capirne il motivo visto che non potevano chattare tutta la notte e o perdere miseramente a Tekken, ma sto divagando).
Ed è forse questo momento tristo del poeta a ispirare la forma del protagonista.
A seguito della morte di sua moglie Jeremy si vede costretto ad allontanarsi dal dolore iniziando, per così dire, un viaggio che lo deve condurre necessariamente lontano da luoghi cittadini superaffollati...
Ma perchè deve fare 'sta cosa strana? Non gli basterebbe rinchiudersi in casa e piangerepiangerepiangere?
No, Jeremy ha un problema mica da poco, Jeremy è un telepate e gli tocca sentire tutto, ma proprio tutto quello che pensano gli altri senza filtro alcuno, filtro che era sua moglie, telepate anche lei incontrata fortuitamente, a costituire.

Come accade sempre con Dan Simmons, le cose non sono mai semplici, insomma lui è telepate, lei è telepate, una vita di telepatia e poi?
Jeremy è anche un matematico e la trama ci metterà pochissimo a prendere la direzione cerebrale a cui l'autore ci/mi ha oramai deliziosamente abituato.
La telepatia non è un magia, o una botta di culo, o una questione genetica, qui la faccenda è spiegata attraverso i numeri, la fisica quantistica, fronti d'onda e così via, lasciandoci intendere a volte che ogni cosa è linguaggio e informazione.

Se proprio vogliamo andare a cavare il pelo nell'uovo forse, la parte debole del romanzo è proprio quella centrale in cui Jeremy si incontra e si scontra con una serie di personaggi poco raccomandabili, trasformando la vicenda in un film on-the-road con Joe Pesci come protagonista.
Ma se ami l'autore come lo amo io, e cioè andando a perdonargli quasi tutto, questa "caduta" di stile gliela facciamo passare, anche perchè il finale, doppio, sorprende assai anche se il "secondo" finale sembra sia stato scritto come compendio al primo imprimendogli un messaggio di speranza.

Girando per la rete ci sono anche commenti di personaggi che ricollegano questo romanzo con "Morire dentro" di Silverberg .
Queste due storie hanno ben poco in comune se non la faccenda del potere ESP e il senso di dolore e perdita che però sono "causati" da motivazioni ben diverse.
In Morire Dentro infatti la cusa del disagio è la perdita del "dono" del protagonista, ne "Gli uomini vuoti", e questo è forse anche uno dei sensi di lettura del titolo (ci metterei in mezzo anche Geremia il profeta ma poi mi sembrerebbe di esagerare), il dolore è dato dalla scomparsa e dal vuoto lasciato dalla compagna amata.

Infine: è questo un romanzo che o piace, perchè si è romantici, perchè piace l'autore, perchè piace e basta o che può non piacere per gli stessi motivi di cui sopra.
Personalmente la lettura la consiglierei

Gli uomini vuoti
Dan Simmons
Qualsiasi edizione che tanto si trova anche nel formato Urania