Google+ TBMT: 05/10/12

giovedì 10 maggio 2012

Dove nessuno può arrivare - David Rubín ****

Quando scatta l'ora di pranzo sono solito fare una di queste tre cose.
Andare ad allenarmi, e ultimamente la mia panza dice che sarebbe il caso che mi impegnassi un pochino di più, andare in biblioteca, ciondalare per le librerie della zona fin quando i commessi, vista la quantità di libri che sfoglio, sbircio, consulto, sposto, impilo e riimpilo, vengono a chiedermi se ho bisogno di aiuto.
Non posso dir loro che sono un lettore compulsivo (ex compratore ora bibliotecofilo convinto) altrimenti cercherebbero di appiopparmi l'ennesimo titolo di Koso che manco a dirlo "Guardi è proprio bello e commovente" al che partirebbe un botta e risposta dai toni assurdi: "Ma io non voglio piangere", 
"Eh, ma c'è anche un assassino che fa paurissima"
"Ma io non voglio spaventarmi"
"Sì ma nella trama si nasconde un mistero misterioso che guardi proprio non si aspetta".
"Colesterolo."
"Come?"
"Colesterolo, è lui" Sguardo basito del/della commessa
"Il colesterolo è il più grande assassino dei nostri giorni. il vero mistero è perchè nessuno ne ha mai parlato in un romanzo?"

Ma sto divagando, lo so e me ne rendo conto, ma è stato proprio durante una delle mie pigre e solitarie pause pranzo che ho incrociato lo sguardo con questa coperina. (sì, incrociato perchè anche lei mi guardava!)
Complice il rinnovo dei titoli sugli scaffali, questo libretto era rimasto lì, in un angolino, sfuggito allo sguardo dei riordinatori di libri che di sicuro lo avrebbero rispedito in magazzino.

C'era qualcosa in questa copertina; forse il tizio mascherato che precipita, o il tratto dell'autore, non lo so, ma una vocina da qualche parte ha detto "comprami-comprami", e io l'ho assecondata.

Non sarebbe la prima che una vocina mi parla, insomma ho già tanto da discutere con la "Voice in my mind", e mi tenta con gli acquisti e devo dire che nella maggioranza dei casi la Vocina ci ha visto giusto.

E' un volume piuttosto breve. "Dove nessuno puà arrivare" è una storia d'amore dagli strani risvolti.
Ulisse è un pugile che decide di mollare tutto, perchè stufo della criminalità dilagante nella sua cittadina, e si improvvisa supereroe -inviso sia alla malavita che alle forze dell'ordine- lasciandosi tutta la vita alle spalle, compresa la bellissima Ana.
Lei, abbandonata dall'amore della sua vita, cerca di rifarsi una vita sposando un uomo ricco ma lontanissimo dal vibrare passionale che aveva Ulisse fino a quando, quest'ultimo, un giorno suona alla sua porta.
E' ferito, malconcio, malmenato...

Prende corpo in questo volumetto un intero universo reale e fantastico al tempo stesso; dove è l'umanità emotiva a costituire il superpotere dell'eroe, costituito dall'amore di un uomo in lotta contro le forze oscure della mente e della realtà. Forze che plasmano una "poetica del perdente" (altro che Peter Parker), dove le esperienze personali si intrecciano e si incuneano con lo strano percorso della vita.
E' una storia tenera e struggente, scritta e disgnata con un tratto "rude" proprio per far commuovere noi omaccioni.

Un mix di sentimenti contrastanti: dolcezza e amarezza, fanno "capoccella" pagina dopo pagina, sviluppandosi in un binario temporale tra passato e presente, svelando debolezze e virtù del protagonista,  improvvisatosi giustiziere in lotta contro il crimine, ma soprattutto contro se stesso, nella disperata ricerca del suo ego.
Il finale di questa storia è aperto (sgrunt!), libero di essere intepretato lasciando in tendere che anche il lettore è stato coprotangoista di questa storia dal sapore agrodolce, come la arance!






Dove nessuno può arrivare
David Rubín
Tunuè