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lunedì 28 maggio 2012

L'alba di Talulla - Glen Duncan ****

Se mai vi capitasse di fare un viaggio in Africa, non di quelli tutti resort e chaise longue e piscine- che tanto son posti tutti uguali e se foste andati in un villaggio vacanze dietro casa sarebbe stato lo stesso- ma un viaggio vero al seguito di qualcuno che conosce a fondo il territorio e vi mostra la natura per quello che è, ecco costui vi direbbe che una delle prime regole da rispettare in Africa è "mai mettersi tra un ippopotamo e l'acqua".
In questo romanzo Glen Duncan ci dice chiaramante la stessa cosa, più o meno, "Mai mettersi tra una licantropa e la sua prole"
"E grazie al cazzo" direbbe qualcuno "quello mozzica".
Attenzione, non ho scritto licantropo, ma licantropA e in quanto tale, cioè donna, non abbiamo a che fare la semplice e ferina forza di un lupo mannaro.

In questo caso abbiamo a che fare con l'universo femminile di cui, noi poveri maschietti, non ci capiamo un bel niente e come il capelluto Glen sia riuscito a immergervisi per me resta un mistero.
Certo, qui e lì la punta di mascolinità si sente, è ovvio che l'argomento non gli sia del tutto proprio - quello femminile intendo-  ma lui- Glen- ce l'ha messa tutta creando un personaggio, una donna, una madre, una forza della natura, credibile come pochi.

Di certo in libreria non passa inosservata questa copertina, così rossa, affiancata alla più classica e nera de "Lultimo lupo mannaro" di cui è il seguito.

Due cose temevo nella lettura di questo libro: la prima e più ovvia, un calo qualitativo rispetto al primo capitolo. La seconda, che il buon Glen Duncan riciclasse artifici già utilizzati e che avrebbero rischiato di rendere "Talulla" la semplice versione femminile di personaggi già raccontati.

Oh gaudio, oh gioia, scoprire invece di avere a che fare con un personaggio nuovo di zecca mi ha esaltato non poco.
Sì, vabbhè che Talulla compare anche nel primo capitolo, ma lì è suborindata a Jacob, fa parte della sua storia mentre questa è una storia tutta per sé.

Una vita quella di Talulla votata sin da subito all' "oscurità" o semplicemente una vita "svergonata e viziosa" e che ha avuto la fortuna, o la maledizione, di diventare lei l'ultimo lupo mannaro e per di più, l'ultimo lupo mannaro incinta, caso più unico che raro nella storia della licantropia.
Ecco perciò che proprio mentre sta per dare alla luce il suo pargolo, degli infami vampiri irrompono sulla scena per portarle via il suo cucciolo.

Incipit già sentito? Ma che vi leggete? Se lo avete già letto o vi suona familiare voltate ancora pagina e godete del subitaneo colpo di scena . (non dovesse essere chiaro il termine ho messo un link per spiegare cosa intendo)

Ed ecco entrare in scena l'istinto di Talulla, un istinto tanto materno quanto animale che la spingerà alla cerca della sua creatura senza risparmiarsi in forze o risorse, viaggiando in lungo e largo per l'esotica Europa, attraverso l'Inghilterra, Creta,  e l'Italia.


Ma non è soltanto contro il WOCOP che si ritrova a lottare è anche, la sua, una lotta interiore a cui il suo essere neo-madre la mette davanti e così tenta di ripianare i suoi contrasti e le tante vite che sembra rivivere che altro non sono che i riflessi del suo passato e del suo io interiore.

Ovviamente non è un romanzo intimista, come potrebbe? Si parla di mostri, vampiri e lupi mannari con un ritmo incalzante in cui il "personaggio lettore" sembra essere parte della vicenda eppure l'autore ci ha abituati a leggere i suoi personaggi sotto diversi aspetti. Così come Lucifero non è solo quello che ci viene raccontato ma anche quello che ci racconta lui stesso, allo stesso modo Talulla non è "solo" Talulla ma è l'insieme delle Talulla (che spiegazione fastidiosa lo ammetto!) che si sono susseguite nel corso degli anni e delle Talulla che gli altri vedono o hanno creduto di vedere.
Insomma, il modo in cui vediamo noi stessi, ci siamo visti, e i modi in cui gli altri ci vedono o ci hanno visti.
L'alba di Talulla non è un semplice secondo capitolo, o un "libro che viene dopo", è un   microcosmo narrativo da accostare a "L'ultimo lupo mannaro" di cui è sì la continuazione cronologica ma non un semplice seguito.

Sì, lo so, sto complicando le cose ma è davvero così ed è bellissimo!
Bob Favazzi
Il più grande esperto al mondo
di animali selvatici e all'occorrenza esotici






L'alba di Talulla
Glen Duncan
ISBN edizioni