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lunedì 18 giugno 2012

Il pifferaio magico - Danza macabra in Undici Quadri - Michael Ende ****

<< In nome di Dio ascoltate,
voi d'altre epoche e contrade:
quel che a Hamelin è accaduto
noi l'abbiam udito e veduto.
Se ve l'hanno già raccontato
il peggio vi è stato celato.
Testimoni delle paure
di tante innocenti creature
diremo con sincerità
tutta l'amara verità.
Date retta, fate attenzione:
e ognun ne tragga la lezione.>>

Questa è una storia - la riduzione teatrale di una storia - che tutti conosciamo, la cui trama affonda le radici nella vera Storia che può, a tutti gli effetti, spaventare davvero e  ancora di più proprio perchè basata su un evento realmene accaduto. 
La paura, a mio avviso, in letteratura o nella vita reale, non risiede nel mostro che fa "Buuuuh", non è da ricercarsi in chissà quale oscura maledizione o attendere che si scateni di venerdì 13.La paura, l'orrore risiedono palesemente nell'interruzione della norma, nell'incrinardi del quotidiano, nella macchia indelebile sul calendario.
Un esempio che potrebbe apparire sciocco ma è l'unico che mi viene in mente e quindi sciocco non è, è legato a un episodio de "Buffy l'ammazzavampiri."
Cerca e ricerca per la rete riscopro che tale espisodio  si intitola "Un corpo freddo" e potete vederne l'inizio qui.
Per chi non amasse la biondina in questione, o non sopportasse l'attrice o non so che, sappiate che questo episodio in particolare è, e non lo dico solo io, forse uno dei migliori della storia della televisione.
Questa puntata non è una di inizio stagione e quindi uno potrebbe pensare che sia un episodio scoppiettante e migliore degli altri.
No, questo episodio è all'incirca a metà della quinta stagione e ci presenta la nostra eroina in una situazione davvero inaspettata.
Dopo averla vista per puntate e puntate e puntate, sconfiggere vampiri, massacrare demoni, sfidare segrete corporazioni e vigilare sulla Bocca dell'inferno, ecco che le si prospetta qualcosa di davvero spaventoso.
Rincasando come ogni giorno con il suo mezzo sorrisetto eternamente stampato in faccia, Buffy chiama sua madre, si volta e la trova sdraiata sul divano. "Cosa stai facendo mammina?"
Ma lei, sua madre, non può rispondere perchè è morta.
Cosa è stato a ucciderla? Un demone in cerca di vendetta? Un vampiro diurno? Un poltergeist?
No, è stata uccisa dalla natura; un ictus.
Ed ecco che la norma della nostra cacciatrice si interrompe: non più demoni e mostri ma vita fatta di vita vera, di conti da pagare e una casa da mandare avanti.

Cosa centra tutto questo con il pifferaio di Hamelin?
Alle volte perdo anch'io il filo dei miei pensieri, cercherò perciò di rimetterli in ordine.
L'inquietante pifferaio costituisce, per gli abitanti di Hamelin, una "eroica" rottura del quotidiano oramai invaso da tempo immemore da sorci, ratti e 'soccole!
Dopo la deratizzazione del villaggio ecco che l'eroico musicista, che dovrebbe riportare tutto in uno stato di calma e felicità per i villici, si tramuta in un mostro, si vabbhè c'è l'attenuante dei danari non elargiti dal sindaco tirchio, ma sempre di mostro si tratta.

Quando mi si dice che Ende è un autore fantasy arriccio il naso.
Il genere in questione, il fantasy appunto, non è uno dei miei preferiti, ammetto che ci sono degli ottimi romanzi oltre al "Signore degli anelli" ma nella maggior parte dei casi li trovo fuffa.

Come già spiegato Ende era figlio di un pittore surrealista.
I quadri del paparino sono serviti al buon Michael da ispirazione per numerosi dei suoi lavori, specie i più inquietanti, tra cui questo testo teatrale.

Dicevo in apertura: interruzione della norma.
Restando fedele nella trama, Ende aggiunge elementi tetri e grotteschi, tramutando la storia in qualcosa di più "alto" che una semplice fiaba.
Non più l'ingenuo villaggio di poveri contadinotti;
Ende immagina che la ricompensa che chiede il pifferaio non sia una cifra in denaro, ma l'orrendo idolo pagano adorato dai ricchi del paese (che guarda un pò è proprio un ratto), e tramite questo elemento horror lo scrittore ci presenta una profonda ed inappellabile critica del capitalismo, mostrato come un meccanismo perverso e ritorsivo che non crea altro che miseria sociale ed economica. In questo testo inoltre il pifferaio non parla, ma suona soltanto.

Gli uomini sono malvagi, sempre, e in questa fiaba non si può ravvisare alcuna metafora o buon insegnamento.
Si basa su di un fatto realmente accaduto nella città di Hamelin -oggi Hameln- raccontato per la prima volta da una incisione del 1300 su di una vetrata della cattedrale.
Città famosa soprattutto per questa tetra storia di ratti e bambini, fu  anche centro di rinascita culturale tra il XVI e il XVII secolo.
 
Non esiste una cronaca scritta dei fatti, sembra piuttosto realistico però che non vi fu alcuna epidemia di ratti e che questo dettaglio sia stato aggiunto in seguito.
La spiegazione della scomparsa dei bambini viene affidata ad alcune teorie:
  1. I bambini furono vittime di un incidente; forse annegarono nel Weser, o furono travolti da una frana.
  2.  I bambini furono vittime di una epidemia e furono portati a morire fuori dalla città per proteggere il resto della popolazione. Si è ipotizzato che l'epidemia potesse essere di peste. Altri, con riferimento al fatto che i bambini "danzavano" dietro al Pifferaio, hanno pensato al morbo di Huntington oppure al ballo di San Vito, piuttosto comune in Europa nel periodo che seguì le epidemie di peste nera. Secondo queste ipotesi, il Pifferaio è una rappresentazione simbolica della Morte o della malattia.
    I bambini lasciarono la città per partecipare a un pellegrinaggio, a una campagna militare, o addirittura una nuova Crociata dei bambini, e non fecero mai ritorno. In questo caso, il Pifferaio rappresenterebbe il reclutatore.
  3.  I bambini abbandonarono volontariamente i loro genitori e Hameln per fondare nuovi villaggi, durante la colonizzazione della Germania orientale. Questa teoria porta come prova i numerosi luoghi con nomi simili ad Hameln sia nei dintorni della città che nelle colonie orientali. Le migrazioni di bambini nel XIII secolo sono un fatto ampiamente documentato, e quest'ultima teoria gode di un notevole credito; il Pifferaio sarebbe un reclutatore che condusse via buona parte della gioventù di Hamelin per fondare una colonia nella Germania orientale. Tale Decan Lude, originario di Hameln, avrebbe posseduto intorno al 1384 un libro di cori che conteneva un verso in latino che riportava questo evento. Il libro è andato perduto, si pensa intorno al XVII secolo.
Questa ultima spiegazione farebbe anche luce sui famigerati nanetti di Biancaneve, ma questa è un'altra storia.

Una iscrizione databile al 1600 ritrovata nella città di Hameln riporta:
Nell'anno 1284, il giorno di Giovanni e Paolo
il 26 di giugno

Da un pifferaio, vestito di ogni colore,

furono sedotti 130 bambini nati ad Hameln

e furono persi nel luogo dell'esecuzione vicino alle colline.

Vabbhè, mi sono accorto che ho perso abbondantemene il filo del discorso.
Insomma, una storia daa paura, che fa paura per più di motivo: perchè "vera", storica, oscura, e tragicamente umana.

Una storia anche fantastica che fa il suo metaforico lavoro parlandoci della realtà come solo le storie migliori sanno fare.



E poi per me Ende era matto...



Il Pifferaio magico. Danza macabra in undici quadri
Michael Ende