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martedì 26 giugno 2012

E' un problema - Agatha Christie ****

Noi, figli del ventesimo o ventunesimo secolo o giovanotti, che siamo smaliziati e oramai non abbiamo più paura di niente, capiamo subito chi è l'assassino.
Perchè è di questo che si parla, o si fa, in un giallo "classico" si cerca di scoprire chi sia l'assassino sperando ardentemente che non sia il maggiordomo e che, prima dell'ultimo punto, dell'ultima parola, dell'ultima pagina, saremo noi per primi a dipanare l'intricata matassa.

In questo romanzo si parla di una casa.
Nell'edizione originale la casa compariva già nel titolo "The Crooked House" traducibile o quasi con "la casa storta".
E' una casa distorta quella della famiglia Leonides,  che ci viene descritta come una casa dalle proporzioni enormi nella loro opulenza, così gigantemente grottesca e che inquieta al sol guardarla. In effeti potrebbe ricordare l'altra di casa, quella degli invasati o di Hill House se preferite la cui creazione, a mio avviso, non può non essersi ispirata al romanzo della Christie data la comunanza di architetture "fantasiose" anche se per fini diversi.

Quando il capostipite della famiglia Leonides viene inprovvisamente a mancare, tutta la famiglia si riunisce sotto il tetto paterno.
Quando poi si scopre che il morto è stato assassinato, si scatena il putiferio.
Meglio e in maniera diversa che in "Dieci Piccoli Indiami" Agatha Christie imbastisce una trama affatto misteriosa, una trama a suo dire migliore dei suoi altri libri tanto da farne uno dei suoi scritti preferiti.
Trama fatta però di intrighi, maleparole, e sguardi e occhi indiscreti che sembrano scrutarci da ogni angolo di quella architettonicamente e discutibile magione.

Un pò serpente, ogni parente aveva il suo motivo per eliminare lo scomodo antenato, e nessuno di loro mancherà di indicare la giovanissima "nuova" sposa come artefice del delitto il cui movente, manco a dirlo è la sostanziosissima eredità.

E inizia come nella migliore delle tradizioni una indagine, affidata questa volta non a uno dei soliti noti -Hercule Poirot, Ms Marple, Tommy e Tuppence- e in via del tutto ufficiosa a Charles Hayward innamorato della bella Sophia Leonides conosciuta al Cairo.

Ma chi è l'assassino di turno?
E' uno soltanto o più di uno, magari si è trattato di suicidio?
Le risposte, come nei migliori romanzi della tradizione "classica" gialla, son tutte lì sotto i nostri occhi e una volta capito chi è il colpevole non possiamo fare altro che continuare a consumare le pagine ripetendoci che -non è possibile, non è possibile- per vedere come va a finire e il finale è tutto una sorpresa. (no, non ci sono gli alieni!)

Come sempre l'italica edizione ha qualcosa che non va.
Forse all'epoca in cui fu dato alle stampe non si sapeva proprio come rititolarlo e 'sto "Crooked House" deve aver fatto penare non poco i traduttori/adattori dell' epoca.

In effetti "E' un problema" non ci dice niente di niente del libro, mentre con "Crooked" abbiamo una chiara aggettivazione di distorsione, stortura, di alienante, bizzarro e difforme sia in senso fisico che "morale".

Allora, mettete in moto le vostre celluline grigie e ricordate, come diceva un altro esimio personaggio letterario "Una volta eliminato l'impossibile, quello che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità" (nda Sherlock Holmes, il Segno dei Quattro)




E' un problema  
Agatha Christie 
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