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venerdì 6 luglio 2012

Selvaggio - T.C. Boyle *****




 Questo libro è corso via in una manciata di ore appena.
E' uno di quelli che ti rimangono dentro per un bel pò prima che l'empatia che si è venuta a creare con la narrazione venga a sbiadire.

A dire la verità non è che sappia bene da dove partire per parlarne.

Quelli che studiano o hanno filosofia e antropologia o che hanno frequentato certe scuole, di sicuro conosceranno già la storia del Selvaggio dell'Aveyron.
Per chi non la conosce, e sappiate che è un fatto realmente accaduto e che accade ancora oggi, è presto detta: nella regione francese dell'Aveyron tra la fine del '700 e l'inizio dell'800 alcuni dissero di aver ravvisato nei boschi un animale dalle strane sembianze.
Ovviamente nei paeselli superstiziosi dell'epoca si iniziò subito a pensare a un uomo-lupo, uno spirito, un'anima inquieta, insomma a un mostro
A nessuno però venne in mente che potesse trattarsi semplicemente di un ragazzino abbandonato.

Il ragazzo, di circa 12 anni ma di statura minuta,  crebbe in completa solitudine, nutrendosi di quel che la natura aveva da offrire.
Poco dopo essere stato catturato dai cacciatori del villaggio, il giovane fu condotto a Parigi dove divenne il fenomeno di conversazione preferito nei salotti dell'epoca.

Numerosi studiosi si interrogaono su quale fosse la sua "natura" e se potesse o meno venire rieducato all'umana ragione.
Ben presto le eminenti e contorte menti "retroilluminate" si arresero all'evidenza che non si era davanti alla figura del buon selvaggio di Rousseau ma a quello che loro si limitarono a classificare come un deficiente da allontanare e rinchiudere perchè impossibile da condurre alla civiltà.
Victor
Fortunatamente un giovane studioso, tal Jean Itard, si prese cura di lui cercando di riportare il ragazzo, che avrà presto il nome di Viktor, alla sua natura umana.

In questo suo romanzo Boyle ripercorre le tappe della vita di Victor, dal suo abbandono, del tentativo di ricondurlo alla sua umanità, di come visse e dei tentativi da parte delle istituzioni prima, di eminenti scienziati poi, e infine di Itard, di educarlo.
Vicenda questa che animò il dibattito illuministico sull'uomo, lo stato della natura e la civilizzazione.

Ma di vicende come questa, di storie di abbandono e di crescita selvaggia di esseri umani è, che ci crediate o no, pieno il mondo.
Già Linneo, sempre nel '700, diceva di avere raccolto testimonianze riguardo umani cresciuti da animali quali: un ragazzo lupo, un ragazzo pecora, un orso.
Alcuni ipotizzano che questa fortuità, e cioè l'allevamento di una animale quale è l'uomo da parte di un'altra specie sempre mammifera,  sta nel riconoscimento delle proporzioni del corpo rispetto alla testa, che ci consentirebbero di inserire nell'insieme dei nostri simili altre creature.

Casi di ragazzi selvaggi si verificano anche ai giorni nostri. 
Djuma, un ragazzo trovato nell’ex Unione Sovietica del 1962 allevato dai lupi; Kunu Rasela di 6 anni ritrovato in Kenya tra i cani randagi; Imiyati, una ragazzina di 12 anni dell’isola di Sumatra allevata da un orang-utan; Wang Xianfeng, una ragazzina cinese allevata assieme ai maiali. 

Il libro di Boyle, come già detto in apertura, è molto bello e mi ha lasciato quel certo non so che.
Di sicuro è una lettura picevolissima, non triste, anche se in realtà dovrebbe esserlo, commovente invece, questo sì.
In fondo anche se romanazata, è per sempre una cronaca di un fatto realmente accaduto che non si può fare a meno di guardare come un fatto, appunto, storico.

Infine, due parole sull'edizione che ho accattato e che è molto particolare.
Il volume raccoglie due versioni dello stesso romanzo, la prima in italiano, la seconda in inglese, arricchito inoltre da una intervista all'autore. 
Credo di essere riuscito a leggerlo molto in fretta anche grazie al carattere utlizzato, non mi sono mai stancato la vista e infine, la carta profuma... proprio di carta buona.

Segnalo infine che di questa vicenda ne esiste anche una versione cinematografica datata 1969 a opera di Monsieur Truffaut.


Selvaggio 
T.C. Boyle
Leconte