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lunedì 9 luglio 2012

Sardegna Gialla - Gianluca Santini ***



"Ma che vuol dire Sardegna Gialla? Che qualcuno ha scaricato in mare degli olii esausti e ora il mare non è più di tutte quelle sfumature?"
"..."
"Sì insomma, non è più turchese, celeste, azzurro, lapislazzuli e così via?"
"..."
"Ah, guarda io ci vado tutti gli anni in Sadegna. Vado al Kitikaka Village e ci divertiamo un mondo. Ogni giorno ci sono in giochi in spiaggia, il gioco aperitivo, i balli di gruppo. Che bello ogni giorno balliamo il -tipitipitero- non puoi capire..."

E invece capisco, capisco benissimo e alle volte -anzi no, molto più spesso- come vorrei che taluni fatti accadessero davvero; non fosse altro per resettare certi atteggiamenti e rirpistinare il rispetto nei confronti di un luogo che è un mondo a sé... ma sorvoliamo.

Sardegna Gialla è uno di quei racconti che leggi con il gusto di volerti divertire e rilassare, con una narrazione decisamente niente male anche se dal taglio leggermente amerregano.
E non che in questo ci sia qualcosa di male.

I cosiddetti Gialli non sono altro che il risultato del diffondersi di una pandemia il cui prione -attenzione non vibrione o semplice virus, ma un microorganismo cazzuto e quasi indistruttibile anche alle temperature più alte- denominato Lee-Chang si è diffuso su tutto il globo.
La peculiarità di questa infezione è quella di trasformare gli esseri umani in "ematofagi", insomma vanno a caccia di fegati da qui il colore bilioso e il nome con cui vengono volgarmente indicati gli infetti,  i gialli appunto.

Un pò storia di  zombi de noantri, Sardegna gialla è uno di quei racconti che, se all'inizio si inseriscono perfettamente nel solco della tradizione e dello stereotipo del non morto assetato di carne altrui-sempre divertente e mai annoiante, e della sopravvivenza post apocalisse- ha però il pregio di svolgersi nella meravigliosa terra di Sardegna.

E non lo dico così, tanto per dire, la Sardegna è un contintente a parte e immaginare i suoi paesaggi marini,più mondani, e montani di sicuro meno conosciuti ma altrettanto affascinanti, inquinati da siffatta pandemia ha il suo fascino.

E come sta accadendo nella letteratura di questo periodo, e che mi piace moltissimo, è l'utilizzo pieno della nostra terra. 
Nostra in senso lato, Gianluca parla apertamente della sua Sardegna e riporta i toponimi dei luoghi più esotici del pianeta come Monastir che risuonano alieni all'orecchio di noi continentali.
Se avesse messo pure Magomadas sarei impazzito, ma capisco che avrebbe allargato troppo l'orizzonte narrativo.

Il libro, anche in questo caso, fa parte di un progetto di più ampio respiro; il Survival Blog che da titolo anche al secondo racconto, altrettanto eccitante, che conclude il volume.
Volume che invece si apre con una piccola spiegazione di cosa sia stato questo progetto e una cronologia della Pandemia Gialla.

Se volete una storia di sangue e sopravvivenza, di rocambolesche fughe e zombie di colore itterico, questa avventura fa davvero per voi!
E poi si legge in un baleno e per di più ve lo potete accattare aggratis presso il carminio (o magenta? ) blog dell'autore.


Sardegna Gialla
Gianluca Santini