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giovedì 2 agosto 2012

La crociata dei bambini - Florina Ilis *****

All'inizio diresti che questo libro ha una punteggiatura ardita. Poi potresti dire che è una cosa sperimentale e infine, una volta che ne resti invischiato con tutte le scarpe e i neuroni non ce la fanno a venirne fuori per quanto sei coinvolto, non puoi fare a meno di riconoscerne la POTENZA!
C'è un errore di fondo in questo romanzo, almeno per come vine pubblicato per noi umani e cioè il formato.
Andrebbe inventato un nuovo metodo di lettura o un sistema che permetta di leggerlo come si deve perchè non è un lettura lineare, almeno inizialmente.
Sappiate che, semmai doveste avventurarvi in queste pagine, all'inizio sarete spiazzati dalle cose che accadono, non tanto per la qualità degli eventi quanto per il numero di avvenimenti e per il modo in cui vengono resi.
Ogni momento, ogni personaggio, ogni fatto, ogni comparsa, come nel mondo reale, avviene, vive, accade, esegue contemporaneamente in un flusso ininterroto di energia e di azioni descritte e raccontate in continuità
Non c'è un solo punto - a parte quelli esclamativi o interrogativi nei dialoghi dei personaggi- in tutte le 831 pagine che compongono il volume ed è forse questo il segreto di questa strana narrazione.
Una narrazione che se all'inizio può risultare straniante, anzi spiazzante, col proseguire della lettura si fa agevole, veloce, coinvologente, impossibile da lasciare.
Se proprio volessimo trovare un modo migliore per poterlo leggere ecco; forse se fosse stato scritto tutto in un sola chilometrica riga allora ci avvicineremmo alla giustra forma, ma anche così risulterebbe riduttivo.
E' più come se ogni personaggio fosse stato calato su un piano e qui avesse preso a muoversi e ad agire autonomamente incrociandosi o scontrandosi o addirittura senza mai incontrarsi con gli altri protagonisti.

Nella stazione ferroviaria di Cluj, in Romania, sta per partire un treno speciale che dovrà condurre gli alunni delle scuole medie di un distretto scolastico in colonia, al mare, per quindici giorni.
I ragazzini sono osservati affascinati da un loro coetaneo, un ragazzino di dodici anni come loro, ma orfano della madre e divenuto, per disgraziata necessità, un ragazzino di strada costretto a vivere dei peggiori espedienti.
Il treno parte e i ragazzini del treno immaginano cosa faranno una volta al mare, e veniamo a conoscenza dei loro sogni, delle loro aspirazioni e delle loro fantasie e tutto, come avviene a quell'età si confonde.
C'è chi sogna di ventare un mago di Hogwarts, chi cavaliere Jedi e chi vorrebbe soltanto che sua madre tornasse dalla Germania.
Poi un'idea, impossibile per delle menti adulte, ma abbastanza credibile per dei ragazzini cresciuti a pane e universal soldier: conquistare il treno!
E intorno a questo evento si innestano, si rincorrono, avvengono, decine di personaggi e di fatti e di situazioni che procedono parallelamente per poi confluire tutti nello stesso luogo nello stesso momento.
Decine di personaggi sì, una coralità disegnata in maniera immensa ma che difficilmente si perde di vista.
Ogni individuo si muove nel palcoscenico creato dall'autrice con una propria personalità e un proprio scopo e non ci si dimentica di nessuno di loro.
Dal giornalista senza cuore che scopre invece di averne uno, all'informatico che viene coinvolto dall'evento della conquista nonostante si trovi a chilomentri di distanza da esso, un medico, un manager, i genitori dei ragazzini, i loro insegnanti, gli studenti tutti, una ragazza malata, le forze dell'ordine, una strega, dei politicanti...
Ed ecco che la crociata dipana infine le sue motivazioni.
Se all'inizio quello di conquistare il treno era più una sorta di gioco rischioso, i ragazzi capiscono ben presto di avere per le mani qualcosa di potente, uno strumento, che permette loro di avanzare delle richieste, la più importante delle quali è la richiesta di protezione e riconoscimento per i bambini abbandonati o rinchiusi nei centri di educazione.
E la eco di questa richiesta si riflette in ogni angolo della Romania e bambini da ogni regione cercano di raggiungere il treno.
I ragazzini di questo romanzo-fiume agiscono, dunque, non a casaccio, ma seguendo degli ideali e delle motivazioni di cui però non comprendono appieno le motivazioni e questo va ricercato nella dualità di una persona in divenire qual è un ragazzino a quell'età.
Un'età in cui si possono compiere azioni da adulti ma di cui difficilmente si può apprendere il significato in tutte le sue implicazioni.
Come ne Il signore delle mosche, ma più approfonditamente, Florina Ilis esplora e approfondisce il tema dell'innocenza di fronte al male -ma sarebbe meglio dire dell'innocenza con il male- i cui confini, almeno anagraficamente, spesso si confondono.
Un libro alle volte duro, alle volte tenero, in cui alle volte ti viene da gridare "no, basta, fate qualcosa!" un libro vero in cui i volti dei protagonisti come i riflessi delle vicende non si riducono alla territorialtà rumena, ma sono il riflesso, anche, delle distorsioni sociali di ogni paese che si definisce civilizzato.

La crociata dei bambini
Florina Ilis
ISBN edizioni



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