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venerdì 7 settembre 2012

Primo -Marco Rizzo - Lelio Bonaccorso ****

Ho già detto, almeno credo di averlo fatto, che mi piacciono le maschere, i costumi attillati e colorati e cose così?
Mi pare proprio e mi sembra di avere accennato anche al fatto che, le storie americane di super eroi possono essere ascritte nel più ampio genere, se proprio vogliamo parlare di genere, della soap opera.

Comecomecome?
Sì, avete letto bene, che cosa sono le vite dei supereroi, quelli classici intendo quali Spiderman o Batman, se non una sequela infinita di avvenure piene di impossibili colpi di scena?
Morti, resurrezioni, cattivi e supercattivi, e storie d'amore e altre cose improbabili sono all'ordine del giorno.

Proprio come accade nella peggiore delle soap, e la più seguita al mondo, l'incestuosa Beutiful, riassunta in questo video di sei minuti che ne racconta le vicissitudini dei 23 anni trascorsi sullo schermo.

Provate a sostituire i volti dei protagonisti con le maschere supereroiche e qui lì a inserire qualche avvenimento incredibile -ma non ce n'è bisogno- et voilà, avrete la cronologia di un supereroe a vostra scelta.

Addirittura, per chi non lo sapesse, l'antica, perchè è la soap storica per eccellenza; Sentieri, si è vista contaminare da aspetti supereroici in una serie di episodi in crossover con i fumetti marvel.

Ordunque, se in America possono vantarsi di aver fatto scuola con un genere, o più generi, e di averli anche inventati, noi italici possiamo dire di avere imparato bene la lezione e di aver superato gli ideatori.

Questo PRIMO, lo reperisco presso uno dei chioschi-fornitore-di acari che raggiungo durante la pausa pranzo e dove si possono trovare molto spesso delle buone occasioni.
Mi piace leggere di supereroi,  mi piace così tanto che da grande vorrei diventarlo anch'io (senza indossare tuttine attillate però che con il mio giro-giro-vita non posso permettermelo) e mi piace leggere l'idea del super che possiamo creare qui da noi in Italia, la versione nostrana di un mito.
Mi ha colpito, oltre che per il prezzo lo ammetto, subito dalla copertina così volutamente "giovinalmente italica".
Leggendo la quarta di copertina scopro che si tratta della versione de noantri del supersoldato e un sacco di lucine iniziano ad accendersi nel mio cervellino e a incuriorsi.

Sì certo il supersoldato è roba d'oltreoceano, ma da noi abbiamo avuto il super uomo d'annunziano e provate quindi a unire questo elemento, con l'ingegno tecnico nostrano e la diffusa pratica del procrastinare, anche questa tutta nostrana, e otterrete una storia italiana fantascientifica e ucronicamente realistica.

Copio-incollo la trama dal sito delle edizioni BD che spiega meglio di me cosa accade in questo volume:
Roma, 1938. Gli uomini dell’EPRA lavorano solerti affinché l’italica gioventù possa abbeverarsi dei sacri ideali littori. In realtà, il loro ufficio ha una funzione ancora più importante: è una facciata dietro a cui si cela un laboratorio segreto. Sta prendendo forma un progetto che ha la benedizione del Duce in persona. Il valoroso Primo Cossi si sottopone a un esperimento destinato a trasformarlo nel perfetto esemplare di supersoldato fascista. Ma qualcosa va storto. Primo si risveglia nel 1969, in tempo per diventare protagonista occulto di una delle stagioni più nere della storia italiana. Un’ombra che si allunga fino ai giorni nostri.

Quello che però c'è di bello in questo volume, non è soltanto l'avvenura del protagonista, segnata da elementi fantascientifici, ma la Storia (passata e presente) che gli autori hanno voluto fare insinuare in essa e che caratterizzano, non poco il personaggio che ne resterà intrappolato nonostante la sua forza.
 
Per scrivere un racconto o qualsiasi cosa vogliate scrivere, c'è bisogno di una certa dose di documentazione e ricerca (no, la sola fantasia non basta) e gli autori hanno corredato il volume con uno stralcio del loro lavoro di preparazione intervistando Aldo Achille Certozzi.
E chi è?
Questo signore è stato il primo (nel senso aggettivale) ad aver scritto di Primo Cossi sul Corriere dei Piccoli utilizzando, come si usava all'epoca e come si fa tutt'ora per le merendine, il personaggio come veicolo di propaganda.

Una curiosità e un parallelismo. I lettori e collezionisti delle strisce si identificavano col nome di primini. Chi ascolta Renato Zero si definisce sorcino
Dov'è il parallelo? Bho, m'è venuto in mente e l'ho voluto scrivere.

Insomma, magari chi si definisce purista del genere e perde un sacco di tempo a imbustare gli albi e a combattere la polvere e l'umidità per proteggerli al meglio (lo facevo anch'io poi però ho scelto di vivere) potrebbe storcere un pochino il naso, visti anche gli omaggi ricorrenti in alcune vignette a personaggi più noti, ma se non ci si contamina un pochino come ci si può divertire davvero?


Primo 
Marco Rizzo  Lelio Bonaccorso
Edizioni BD