Google+ TBMT: 09/13/12

giovedì 13 settembre 2012

Tutto quel che sei- Mike Resnick ****

Vorrei parlare col grafico della 40k per chiedergli come gli sia venuta in mente questa illustrazione.
Una lametta che tagliuzza una sfera, un pianeta, supporremmo noi fantasciosi, che però somiglia tanto a un cervello.
E vorrei chiedergli come ha fatto a prenderci così bene.
Sì perchè l'illustrazione, in parte, rende benissimo l'idea: chi di noi non vorrebbe portare via quella parte di ricordi che ci fanno male? Chi di noi non vorrebbe confrontarsi con quella stramaledetta porzione di cervello in cui risiedono certe emozioni e tagliuzzarla via per sempre?
Eppure... eppure sono anche quelle emozioni negative, quelle plasmate sui ricordi delle esperienze che vorremmo rimuovere che ci hanno plasmato e ci hanno reso, oggi, quello che siamo.
Maledetti ricordi che tornate puntuali a riaffacciarvi alla nostra mente, siate piacevoli o meno, vi amo!
Gregory Donovan, agente del Servizio Spaziale protagonista di questo racconto, si chiede come mai alcuni sopravvissuti, gli unici, a un terribile conflitto sul pianeta soprannominato Nikita, abbiano la bizzarra tendenza di lanciarsi in salvataggi impossibili, in rapine o attentati, andando -quasi- incontro a morte certa?
Si tratta forse di una qualche forma si sindrome post traumatica?
Eppure ognuno di essi, prima di spirare, ha chiesto se fosse giunta una certa LEI. Lei che doveva essere lì, lei avrebbe dovuto stare vicino a loro e prendersene cura.
Gregory, che è uno sbirro tutto d'un pezzo, intuisce che c'è qualcosa di strano; forse durante il conflitto con i patruchiani è stata utlizzata qualche arma proibita? Decide così di imbarcarsi per Nikita, che non vede forme di vita senzienti da almeno sei anni, alla ricerca di una risposta.
Sono un saputello ignorantello io?
Sì, perchè di Reisnick non conoscevo granchè e questo racconto mi sta spingendo a conoscerlo meglio, dato anche il fatto che è l'autore fantascientifico più premiato al mondo per le sue storie brevi.
Posso dire di essere rimasto colpito da questo racconto, non per la spiegazione in sé del mistero che, a dir la verità è piuttosto classicheggiante, ma per quello che lascia e richiama.
Ricordate quando vi siete sentiti dire "Ti lascio perchè ti amo troppo?" e poi la scellerata sensazione di concreta speranza e certezza che sciama nel cervello che non fa altro che dirti "Lo so, lei tornerà, lo so"?
Ecco, è questo a cui sono andato incontro leggendolo, a confrontare quello che sono con quello che ero.


Mike Resnick
Tutto quel che sei
40K