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lunedì 24 settembre 2012

Q Una storia d'amore - Evan Mandery *** ½

«Stefano, ascoltami».
«Oui».
«Ebbene. You don't must marry Q!»
«Pourquoi?»«Come sarebbe 'porcuà'?»
«Sai cosa mi ha fatto quell'arpia a quindici anni?»«Non, je ne sais pas».
«Mi disse che il suo nome era con la "x" perchè era di origine americana».
«Et alors?»«Alorz? Allora mi ha fatto credere a questa fandonia per mesi, e mesi e mesi. Eh sì che parlava inglese molto bene, ma questo solo perchè era una secchiona!»«Ahahahah!»
«Ridi?»
«Oui».
«Ah... rido anch'io..».

Il dialogo sopracitato corrisponde esattamente, pari, pari a una conversazione immaginaria che avrò col mio amico Stefano che Q se l'è sposata per davvero!

Mi aspettavo di più da questo romanzo ma non di meno.
Una storia divertente, da un certo punto di vista anche accattivante ma che, in parte, può sapere di già visto nonostante la piacevolezza.
Attenzione però, al centro del romanzo non c'è la tanto decantata "storia d'amore" del titolo italico che, no e poi no e giammai corrisponde al titolo originale.
Titolo che sarebbe "You don't must marry Q" e che altro non sarebbe che un suggerimento dato al protagonista della vicenda da... se stesso.

Per giocare al "cronoviaggiatore" da ragazzino scrivevo, su delle agende nuove rubacchiate in giro per casa, delle lettere al me stesso del futuro.
Capitava perciò che prendessi una di queste agende il 7 gennaio e indirizzassi un messaggio al me del 25 settembre che immancabilmente mancavo di leggere in quel giorno.
Accadeva spesso che il messaggio che mi ero inviato arrivasse a destinazione mesi, se non addirittura anni dopo lasciandomi una gradevole sensazione di... come dire... "cronoviaggio trasversale?"

Che c'entra tutto questo con il libro in questione?

Quentina Elizabeth Deveril è l'impossibile nome di una ragazza bellissima che il nostro beneamato protagonista incontra in un cinema.
Lui, universitario scrittore in cerca di successo, lei ragazza global dal pollice verde.
I due scoprono di avere molto in comune, di amare le stesse cose, gli stessi luoghi, le stesse serie tv e in poco tempo decidono di vivere insieme e dalla convivenza al matrimonio il passo è breve.
Ma ecco che il nostro scrittore riceve un biglietto. Riconosce la grafìa, è la sua, e si reca al luogo dell'appuntamento -un costosissimo ristorante- per incontrare la versione di se stesso proveniente dal futuro la quale gli intima: "Tu non devi sposare Q!" che guarda un pò sarebbe il titolo originale della vicenda.
Troppi "se stesso" ?
E' proprio quello che pensa anche il protagonista quando dopo il primo incontro ne avviene un altro e un altro ancora e ognuna di queste sue versioni future ha un suggerimento da dargli.
E così, per non fare confusione, inizia a classificarli con una lettera e un numero che corrisponde all'età della versione che ha davanti.
Dopo avergli intimato di non sposare la bella Q, le altre versioni gli suggeriscono di uscire con un'altra donna, lasciarla, fare dei viaggi, suonare la chitarra, fare l'avvocato, precipitandolo in un vortice di incertezze.

Perchè accade tutto questo? Qual'è il messaggio del libro?
Che forse se per davvero si inventassero i viaggi nel tempo sarebbe il caso che ci facessimo gli affari nostri?

Questo libro è divertente, non bello, né eccezionale, ma divertente sì.
Il tema centrale, se proprio vogliamo ricercarlo, è forse nella ricerca di una propria dimensione, della crescita personale e magari quello di non dare retta a sconosciuti provenienti da altre epoche.

E' un libro che diverte, ma è anche un libro di poche pretese.
Al protagonista non interessa come sia possibile viaggiare nel tempo; non interessa conoscere la meccanica del salto temporale così come noi, persone medie, ignoriamo il perchè un aereo voli
(vi do un suggerimento nominando un certo Bernoulli - ma non quello di Cars2 anche lui debitore del famoso matematico - citato anche nel libro, ma io già lo sapevo perchè sono un saputello intelligentissimo).
E' inoltre così ingenuo da non capire che i se stesso successivi al primo sono il frutto delle scelte e delle soluzioni che di volta in volta compie seguendo i suggerimenti - in realtà sottili imposizioni che trovano facile presa su di una mente semplice -  che in qualche modo gli vengono imposti da costoro.
Certo, qualcuno potrebbe obbiettare che questi aspetti interessino solo nerd e fissati con la fantascienza, e gli direi che sì, ha ragione, ma in effetti l'assenza di una spiegazione non è che avrebbe chissà che peso nell'economia della storia che di certo cerca di non essere un romanzo anche di fantascienza.

Una spruzzata di dramma all'inizio poi è il magico stratagemma utilizzato dall'autore per impedirici di mollare la lettura, una paraculata funzionale che però non riesce a replicare nel resto della storia che sembra tramutarsi in un elenco di "What if" (Cosa sarebbe accaduto se...) in cui i protagonisti compiono scelte diverse -nel passato- originando storie diverse.
Mi sono spiegato male?
E allora andatevelo a cercare in rete il significato.

Quel che però spiazza è come sia possibile che una persona sia così tonta da assecondare così spesso le sue capricciose richieste.
E dire che io, con me, non ci passerei nemmeno mezz'ora.

Il finale è carino, prevedibile, non scontatissimo, ma prevedibile e naturalmente rosato.
Lettura, tutto sommato, piacevole.




Q Una storia d'amore
Evan Mandery
Neri Pozza