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lunedì 1 ottobre 2012

Ritratto di famiglia con superpoteri - Steven Amsteram ***

A seguito di una esposizione a dei misteriosi Raggi Cosmici quattro individui ebbero in dono dei poteri straordinari.
Nacquero così i Fantastici Quattro: Reed Richards, geniale scienziato e leader del gruppo; divenne Mr Fantastic con la capacità di allungare il suo corpo a dismisura,  Susan Storm, dapprima compagna e poi moglie di Reed, acquisì la capacità di diventare invisibile e di creara campi di forza. Il fratello di Susan, Jonny, divenne la Torcia Umana, e l'amico fraterno di Reed, Ben Grimm si trasformò nell'incredibile Cosa.
Nacque così, negli anni '60 del secolo scorso, la prima Famiglia di Supereroi con Superproblemi.
All'epoca in cui videro la luce l'intento era quello di raccontare storie di persone quanto più possibilmente reali, con problemi veri, che potessero avvicinarsi ai lettori dell'epoca, strizzando loro l'occhio e dicendo "Ehi, ti capisco".

Sin dall'introduzione dunque, i Fantastici Quattro sono ritratti come una famiglia disfunzionale, sia nella composizione (sono solo due i parenti veri), sia nelle dinamiche. Questi personaggi di carta, infransero le convenzioni dei fumetti dell'epoca: non erano solo fantasie, ma persone vere, inserite in dinamiche familiari realistiche: capaci di litigare, portare rancori anche di poca importanza, e di tornare ad amarsi come solo le famiglie sanno fare.


Anche Steven Amsterdam ci racconta di una famiglia che stavolta non è disfunzionale, ma in piena disfunzione sì.
Sono personalità danneggiate quelle di cui ci racconta, persone che in un modo o nell'altro cercano di fuggire ai loro problemi, o di affrontarli, o di non averne affatto.
Personaggi e situazioni che proprio quando sembra che non ne possano più, eccole ricevere un aiuto inaspettato da qualcosa che... bhè, non ti aspetti.

Un superpotere, una capacità che altri non possiedono, una possibilità in più e con essa un nuovo inizio del proprio essere.
E' in questo modo che si sentono Giordana, Ben, Ruth, Sasha, Alek, Natalie e Peter, pronti a RI-affrontare la vita con una sicurezza in più che miracolosamente gli casca addosso.

Ognuno di loro riceve, nel momento più opportuno, proprio quello di cui ha più bisogno tanto che ci si chiede se, dietro questa pioggia di acquisizioni capacitive, esista un disegno più grande, una volontà superiore e aggregante.

E in effetti due conti, mentre leggi questa storia, inizi a farteli stilando anche un lista di possibili cause e di calcoli di ereditarietà genealogiche.
Ma nulla è come sembra e così come sono sorprendenti i superpoteri acquisiti, così è sorprendente il finale e la sua motivazione tutt'altro che banale.

Semmai, quello che colpisce, è l'incomunicabilità che si è instaurata tra i componenti di questa famiglia i quali, man mano che acquisiscono il loro nuovo potenziale, non hanno mai il coraggio di condividerlo con i loro cari, così come con loro non condividono i loro problemi. E quando decidono di rendere i loro cari partecipi delle loro gioie o dei loro dolori o dei loro miracoli, lo fanno in maniera sbagliata.

I componenti di questa famiglia normale resa speciale sono:

Ruth:
è la madre di Giordana e di Ben.
Dopo la separazione dal marito, cercherà di rifarsi una vita e si prenderà cura di Alek nel periodo delle sue misteriose fughe. Per questo motivo i legami con Natalie -sua sorella e moglie di Peter- si spezzeranno irrimediabilmente.



Giordana: è la prima protagonista di cui ci vengono raccontate le peripezie.
E' una ragazzina di quindici anni, sensibile e insicura. Quando i genitori si separano, pensa che sia possibile rimettere insieme i cocci della sua famiglia ed è disposta a concedere una seconda chance al padre, il quale però sembra non volerne sapere più niente.


 
Ben: fratello minore di Giordana e sciupafemmine.
La sua storia è quella di un uomo alle prese con la vita di tutti i giorni in attesa di trovare la forza di spezzare le catene che lo tengono ancorato alla realtà del quotidiano.




Natalie: sorella di Ruth, moglie di Peter e madre di Alek e Sasha.
Cosa deve fare una madre con i propri figli? Dove può trovare e l'energia di affrontare qualcosa che non vorrebbe mai vedere?




Peter: marito di Natalie, padre di Sasha e Alek.
Si troverà a dover affrontare l'impotenza e la fragilità proprio sul finire della sua vita, in un'epoca in cui ogni velleità di immortalità lo ha oramai abbandonato.



Sasha: fratello maggiore di Alek. Entrambi portano il nome del nonno paterno
Ci si può sentire soli anche in mezzo a milioni di persone.
E quando hai un cuore che non smette di sanguinare la felicità degli altri può essere un balsamo... oppure no.


Alek: da ragazzino vivace dalla personalità scoppiettante, giunto all'adolescenza diventa cupo e intrattabile.
Vive in una realtà tutta sua in cui parla da solo e vede cose che gli altri non vedono.



Storie di quotidiana verità in cui il superpotere, spesso, è il riflesso della personalità che lo acquisisce a cui sembra, alle volte, complicarla la vita anzichè renderla più semplice.



Ritratto di famiglia con superpoteri 
Steven Amsteram 
ISBN edizioni







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