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giovedì 11 ottobre 2012

¡Tu la pagarás! - Marilù Oliva *****


E' mora, piccoletta -un metro e cinquantasette appena- con le mani spacca le montagne e smuove le maree.
Ha occhi arabi, labbra cariche e morbide, un incarnato scuro -non olivastro- e capelli come grappoli d'uva.
-E chi è?-
-Ma è ovvio: Muglierema!-
-Chi?-
-Per chi non mastica le lingue del sud si tratta della donna che ha scelto, bontà sua, di percorrere il resto della sua vita con me.
-Sì ma che c'entra con questo libro?-
C'entra, c'entra eccome perchè il profilo e il carattere di Elisa Guerra, la Guerrera protagonista del romanzo, sembra ritagliata pari-pari -non esageriamo- a quello di Muglierema.
Certo anche le differenze sono notevoli, ma sono sempre le somiglianze a stupire.
Tanto per cominciare l'indole e il caratterino indomabile.
Entrambe hanno il pugno d'acciaio -anche se la mia lei non una capoerista- e i muscoli tosti. Entrambe hanno lo sguardo tipico del sud del mediterraneo, labbra morbide e piene.
Anche in fatto di gusti sembrano somigliarsi: a una piacciono le patatine alla paprika, all'altra... anche.
Se poi vogliamo parlare di viaggi: bhè Muglierema s'è girata l'Europa zaino in spalla, Italia, Germania, Danimarca, rubacchiando yogurt nei supermercati e dormendo nei giardini di ville in disuso.
Insomma tra le due c'è una somiglianza che non mi sarei mai aspettato se non fosse che...
Muglierema non è salsera!

Ok, ok, procediamo con ordine e iniziamo a dire che questo è uno di quei libri che non sfuggono alla connotazione di ottima lettura.
E' incalzante, dirompente, divertente, avvincente e un sacco di altre parole che finiscono in 'ente' e che dopo la fine di una lettura ti lasciano soddisfatto e con un sorriso così e che ti fanno dire "Muglierema, qui si parla di te, che fai lo leggi?"

È una Bologna notturna e ballerina quella che ci racconta Marilù Oliva, i cui abitanti iniziano a muoversi quando cala il buio. Ballerini variopinti, donne conturbanti, presunte principesse accopagnate da valletti gemelli.
Può accadere di tutto in queste notti che sanno di magia.
Dopo una notte di salsa, perfino il barista cubano Thomàs viene  ucciso nel modo più impressionante; qualcosa gli ha attraversato gli occhi lasciandolo privo di vita nel cesso della discoteca.
E se poi Thomàs era il fidanzato della Guerrera, è ovvio che sia lei a essere la prima sospettata.
Già perché lui era, oltre che bello, un inguaribile sciupafemmine, machista e traditore.
Scatta perciò il meccanismo delle indagini.

Dicevo bello.
Bello perchè oltre a leggere di Muglierema in veste di agguerrita ballerina salsera, ritrovo anche il mio di profilo che si staglia in quello del commissario Baselica.
Personaggio prigioniero di sè stesso che inizia a guardare il mondo con occhi diversi quando incontra lei, la bella e cazzuta Elisa che gli spiega che il mondo è più complesso di quel che pensiamo.
Tra i due si instaura un'alchimia, un rapporto fatto di elettricità a basso voltaggio che però non sembra in sfociare in nulla se non nell'evoluzione dell'uomo che inizia a porsi delle domande sul suo essere e del suo sentire.
Quindi io come Baselica ho inizato a emergere al mondo con occhi nuovi e a pensarlo differente.
Mentre Muglierema era in Danimarca a fare l'autostop e veniva raccattata da un inquietante tipo che trasportava parrucche -che mi spiegò essere poi un attore di teatro- io ero su una conformistica spiaggia del sud pontino a prendere il sole.
Mentre lei taccheggiava nei supermecati per sopravvivere, io compravo mozzarelle di bufala...

Ma sto divagando.

Dicevo che a seguito dell'omicidio prende il via la girandola delle indagini che, evviva-evviva, non prendono il sopravvento, continuando però ad aleggiare sui protagonisti.
Gli eventi si susseguono, si incalzano, si incastrano.
Personaggi realistici e reali, spocchiosi e imperfetti che dubiti persino che siano fittizzi.

Perchè lei, Marilù, parla di cose che conosce, non inventa (non tutto) spinge l'acceleratore su questioni che sono sue, scrive e ti fa leggere e ti rende partecipe di quello che vede.
E quando la Guerrea balla, balli anche tu -anche se non ti piace la salsa!

Quando lo scriverò io un libro -la vedrete- sarà scritto proprio come questo!

¡Tu la pagarás! 
Marilù Oliva
Elliot Edizioni


P.S.
Cara Marilù,
se mai dovessi passare da queste parti potresti dirmi se quello è il tuo vero nome o uno pseudonimo?
Se rispondi affermativo al secondo caso, allora, complimenti.
Se invece è il tuo vero nome, bhè, complimenti alla mamma e al papà per la scelta esotica!