Google+ TBMT: 10/18/12

giovedì 18 ottobre 2012

Condomio Reale - Vito ferro ***

«Homo omini tv color » 

"Sì!"
"No!"
"Sì!"
"No!"
"Ho detto di no!"
"E invece io ho detto di sì!"

Questi i toni a cui si arriva durante una riunione di condominio che sono, di norma e chissà perchè naturalmente, un tantinello accessi e che sfociano immancabilmente in una gara a chicelhapiugrosso: "I miei millesimi sono di più, perciò tu non conti un cazz@!"

L'increscioso scontro a cui ho assistito e che si è concluso in questo modo è avvenuto anni orsono. Durante la riunione condominiale a cui un mio amico dovette presiedere la discussione si accese su un argomento che stava a cuore a tutti.
Accettare o meno che una compagnia telefonica installasse sul loro tetto un ripetitore per cellulari.
Di prima istanza furono tutti d'accordo sul negare. Giammai il loro terrazzo sarebbe stato deturpato da quel mostro traliccioso, per di più elettromagnetico-inquinante. "Si sa che alle creature le radiazioni fanno male" "E poi ce se svalutano le case" Argomentarono altri "Ma questi chi vogliono prendere in giro?"
Insomma, fu il trionfo dell'uomo comune che si scontrava con la corporazione, un pò come avvenne a Mondragone dove un panettiere che vendeva panini con salsiccia riuscì a far chiudere un MC Donald. La vittoria della genuinità!

Avvenne poi che un mattino di gennaio, quando l'aria della festa si era già dissipataa e i pavimenti erano stati ripuliti dai lustrini degli alberi natalizi, i succitati condomini si trovarono a spacchettare un regalo inatteso.
Le scatoline che si ritrovarono sugli zerbini, tutte uguali e avvolte in carta da pacchi, contenevano nientepopodimenoche dei telefoni cellulari.

Badate bene, parliamo di qualche annetto fa quando ancora non era baitudine averne sette/otto per famiglia.
I condomini restarono sbigottiti, allibiti, sorpresi, estasiati ed entusiati dal ricevere siffatto regalo che, anche se in ritardo, era graditissimo.
Quando però premettero il tasto di accensione si resero conto che qualcosa non andava. "Cazzo, non c'è linea. Manco 'na stanghetta" e iniziarono tutti a ballare per casa per cercare quel minimo di segnale necessario che potesse permettere loro di effettuare la prima telefonata da un telefono cellulare.
Tutti, più o meno all'unisono tranne la povera vecchia del secondo piano conclusero che mancava un'antenna, un ripetitore che potesse permettere loro di...

"Alle ore 18.00 del giorno X tutti i condomini sono pregati di riunirsi di radunarsi presso l'androne dello stabile.
Oggetto della riunione: accettazione della delibera per il montaggio di un ripetitore della compagnia telefonica XXX"

All'incirca è quel che accade in questo racconto.
Un reality show "Condominio Reale" che si svolge tra le mura domestiche, negli ascensori, nelle cantine, per la tromba delle scale di un caseggiato qualsiasi della provincia torinese.
E, come in ogni palazzo, c'è lo spaccato di vite di uomini e di persone  che cercano di farsi vedere, di mostrarsi al meglio -o al loro peggio- per poter diventare qualcuno o qualcosa e guadagnare facilmente qualcosa, senza tanto badare che, se perderanno, dovranno lasciare la loro casa.
Solo in tre non si sottometteranno alle regole del gioco.

Questa per sommi capi la trama.
E' stato molto piacevole leggere un libro del genere che scopre, anzi  riscopre, lo stereotipo del condominio e della sua fauna immancabilmente composta da "vecchie di sopra", "arrivisti", puzza di cavolo per le scale e impiccioni.
Inoltre l'autore riscopre anche l'amore delle persone comuni per il gioco stupido dei reality in cui si paventa il guadagno facile e la notorietà.

Devo confessare che alle volte anch'io ho sognato di presetarmi ai casting dei provini di questi programmi. Il mio scopo dichiarato era quello di farmi buttare fuori alla prima puntata per poi trascorrere il resto della stagione televisiva a fare trenini con opionionisti e ballerini. Oh, sossoldi!

Poi non se n'è fatto nulla, son troppo pigro per mettermi in fila e attendere ore per mostrare il mio profilo e ancora lo rimpiango.

Ma torniamo al libro.
Libro di cui ho trovato divertenti moltissimi aspetti, come l'idea centrale che vede il format basato su un condominio, e le descrizioni delle situazioni televisive tutto visto attraverso lo sguardo snob di uno dei non partecipanti al gioco.
Quello che mi aspettavo di trovare, e che invece non ho ravvisato, era un'accelerata da qualche parte, un misterioso mistero, o qualcosa di nero che venisse a galla.
Insomma, mi son trovato ad aspettare l'ascensore e quando questo è arrivato qualcuno ci aveva scorreggiato dentro. Mi ha portato dove volevo, ma senza tutto il piacere che avrei voluto.

Oh intendiamoci; il racconto è divertente si legge con piacere, la scrittura è accativante e moderna -qualsiasi cosa significhi- ma un colpo in più all'acceleratore (e aridagli) l'avrei dato!
Poi vabbè, magari non era quello l'intento di Vito Ferro e sono io che i misteri e i mostri li infilo dappertutto.
Anche se in questo condominio -in ogni condominio- ce n'è sempre un bel serraglio.

 

 

Condomio Reale 
Vito ferro 
Edizioni Di Latta