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venerdì 19 ottobre 2012

Salone dell'editoria sociale

Un post un pò così e per di più di corsa perchè devo andà a prende e regazzino a scola.
Oggi, all'ora di pranzo, son scappato dal mio posto di lavoro che mi renderà un giorno, lo so perchè già si vede, il culo quadrato, per raggiungere questa manifestazione.
Salone dell'editoria sociale (che mi ostino a chiamare festival chissà per quale motivo) di cui potete trovare informazioni e scopi a questo link.

A che pro 'sto post? (ma quant'è brutta questa frase? Ma non definirei mai e poi mai articoli questi miei scritti e quindi).
Il Salone si tiene a Testaccio, una delle cornici storiche di Roma negli spazi di Porta Futuro. Insomma, vicino all'ex mattatoio oggi MACRO.
Gli espositori non erano molti, appena una trentina, ben sistemati su due file parallele lungo i muri della grande sala del comune.

Quello che mi ha subito colpito entrando è stato il vedere che a tutti gli editori, grandi o piccoli che fossero, è stato dedicato lo stesso spazio. Gli stessi centimetri quadrati erano destinati a chi ha un marchio noto e a chi meno.

E' stata però l'aria che ho respirato a piacermi, sia perchè era un luogo dove i lettori incontrano altri lettori, sia perchè i lettori possono parlare agli editori.
E' stato bello inoltre, scoprire altre microrealtà che hanno titoli e proposte davvero preziose al giusto prezzo.
Se oramai è la norma pagare venti euro per nemmeno duecento pagine, qui ho potuto constatare e toccare con mano che con la stessa cifra si può acquistare un libro GROSSO COSI' per foliazione e prezioso per la carta.

In un posto del genere sarebbe stato facile per chi, come me, soffre di compulsione all'acquisto libresco, spendere centinaia di euro e invece...
Invece sono stato bravo, ho tenuto lì il portafogli tra l'e-reader e il cellulare e ho preso tanti appunti e acquistato poco.

Signori che leggerete (se) queste righe, sappiate che non ce l'ho con voi, come detto sopra, i vostri volumi costano il giusto sia per foliazione che per qualità -alta-, ma ho pochi denari e poco tempo e la soluzione migliore per le mie tasche è rivolgermi alla biblioteca o all'usato per cercare quello che più mi ha attratto delle vostre pubblicazioni.

Ho trovato interessanti in rigoroso ordine di inoltro nel salone:
subito entrando sulla sinistra, lo stand della 66thand2nd con i suoi fichissimi libri della collana Attese -letteratuta sportiva di alto livello- di cui attendo, con trepidazione, il passaggio in ebook di alcuni titoli e qualche romanzo che abbia la meraviglisa arte nuoto come protagonista.
Andando più avanti, a destra, trovo invece quelli della Nutrimenti che, con tutti i loro volumi sulle esplorazioni polari -la monomania del momento- stavano per farmi spendere non uno, ma due capitali.
Signori della Nutrimenti, sono quello che tornava sempre indietro a riguardare i vostri volumi.
Più avanti parlo con un signore della casa editrice Exòrma di cui ho acquistato un libro ma di cui parlerò più in là.
Hanno un sacco di proposte interessanti.
Il signore in questione mi ha anche dato il suo biglietto da visita e solo rincasando ho letto il suo nome: Orfeo! Ad averlo letto prima mi sarei complimentato un sacco.

Ci sono numerosi altri stand in cui curiosare e comprare libri e stampe di un certo pregio.
Se siete a Roma o, ovvio, se siete di Roma, fateci una passeggiata che ne vale la pena.




Jamie Todd Rubin - Se per ragioni di forza ***½


"Senza uno scopo, un obiettivo a cui aspirare, il corpo è ua prigione come un'altra. La questione non è quanto tempo hai, ma come lo metti a frutto."

Marte. Il pianeta rosso dedicato al dio della Guerra.

Mars, Marmar, Marmor, Mamers, Marpiter, Marspiter, Mavors, Maris,
Marte, Ares, chiamatelo come volete.
Prima però di essere quel rissoso-divino che siamo abituati a immaginare era un altro il suo ruolo, più romantico se vogliamo e, più naturale.
Marte dunque, signore dei conflitti, ma anche Silvanus divinità della primavera e della rinascita.
Sì, ok, in passato le guerre si combattevano in primavera, lo so.

Ma pensare la divinità generalmente irosa e scorbutica circondata da un alone di speranza e fioriture gli dona un' altra caratterizzazione. Anche perchè lui, prima di brandire le armi nacque proprio da un fiore e questa idea di distruzione e rinascita ha dell'affascinante.
Forse perchè la distruzione si associa alla morte e cos'è la morte se non cambiamento? Emotivo prima di tutto, ma anche rivoluzione di equilibri.

In un certo senso Jamie Todd Rubin, involontariamente o meno, parla anche di questo.

Norman Gilmore ha avuto duecentottant'anni per pensare a quello che fatto ed espiare la sua colpa. Si è infatti reso colpevole dell'omicidio di alcuni uomini del suo equipaggio che insieme a lui erano sbarcati per la prima volta su Marte.
Oltre al senso di colpa qualcosa di fisico lo tormenta, un dolore al fianco che non lo abbandona mai e che non è di natura psicologica.
Ma è davvero lui il colpevole di quanto è accaduto? Può davvero essere ritenuto responsabile un uomo che, posseduto, microorganismi di origine aliena, non si è reso conto di quanto gli è accaduto?
No, non datemi del bastardo; non c'è spoiler alcuno nelle righe che precedono, né in quelle che seguono, ma una serie di riflessioni sul racconto.
L'immortalità viene concessa a Norman proprio da questi batteri -unica forma di vita marziana incontrata- e che una industria farmaceutica vuole trasformare nell'elisir di lunga vita per la specie umana.

Distruzione e rinascita dicevo in apertura.
Sì, perchè mentre Norman è rinchiuso in carcere Marte viene terraformato e ogni vita autoctona spazzata via. E' all'interno di Norman che i marziani continuano a prosperare.
Marziani che ben presto verranno diffusi nei corpi dell'umanità.

Si può parlare dunque di genocidio? E di chi? Di una forma di vita batterica o della razza umana che, a contatto con questi esseri, non sarà più la stessa?
E la vita eterna è una benedizione?
Norman, dopo la scarerazione, tornerà su Marte per scoprire e dire a sé stesso che la vita, così come lui l'ha ricevuta, deve  arrivare da qualche parte, avere un motivo per essere.