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venerdì 26 ottobre 2012

Aqua Knight - Yukito Kishiro *** (ma non è colpa di nessuno)


Oggi si sta tenendo nella mia testa una giornata pessipessima.
Sarà perchè il tempo è bigio, sarà perchè sta per tornare l'ora solare e sarà anche perchè odio le stagioni che verranno.
Non lo so, fatto stà che oggi nella mia testa non va bene niente per niente, così decido di non pensarci e di scrivere questo post.
  Aqua Knight è un manga di Yukito Kishiro, durato troppo poco, ma dalle potenzialità notevoli e che avrebbe meritato di proseguire.
Il fumetto in questione ebbe una battuta di arresto poichè gli editori di Kishiro gli dissero "Bello-bello, o ci scrivi ancora Alita o ti togliamo lo stipendio. E poi che cos'è questa voglia di sperimtare? Zut!"

Come sopra, Yukito Kishiro è l'autore a tutto tondo del pluriconosciuto manga intitolato "Alita l'angelo della battaglia" -in originale Gunm-.
Senza stare tanto a blaterare sul perchè quella storia fosse bella e perfetta e avesse un finale davvero bello, che poi è stato modificato per dare il LA' a un seguito piuttosto discutibile, parlerò -ordunque- di questo lavoro che mi era piaciuto assai.

Come sempre, quando una cosa ti sta piacendo, ecco che il destino beffardo pensa bene di metterci il suo cotechino e di far finire le cose così, a tarallucci e vino.
Succede per le serie televisive, per alcuni libri anch'essi seriali e per alcuni fumetti.

Come già detto, la sorte di questo lavoro non è stata delle più felici, anche se per caratterizzazione dei personaggi, ambientazione e storia meritava molto, anzi moltissimo.
In alcuni aspetti potrebbe essere addirittura considerato antesignano di One Piece.

Il mondo di Marmundo è un grosso oceano con poche isole separate dall'altra metà del pianeta da un'enorme cascata nella quale dimora un dragone.
In una delle isole c'è un faro mistico protetto da un vecchio, Arabil, che dice di essere il re e da suo figlio, il piccolo Ashika. Sull'isola fa naufragio la giovane cavaliera Ruhira, fresca di accademia e in cerca di imprese per dimostrare di essere un audace aqua knight (ovvero un "cavaliere dell'acqua"). Il ragazzino chiede di diventarne l'apprendista. Per testare il valore della giovane cavaliera, Arabil indossa la sua vecchia armatura da cavaliere e la sfida a duello, ma durante il combattimento la luce del faro viene rubata da Alcantara, sorta di genio folle che rapisce anche il ragazzino.
Il cavaliere della morte.
C'ha persino il cavallo scheletrico!
Sparita la luce, Arabil finisce in punto di morte. Tagmec, Cavaliere dei Morti, emerge dal mare per portare con sé il vecchio, ma prima lui e Arabil incaricano a Ruhira di salvare il ragazzo e la luce. Dal Cavaliere della Morte, Ruhira riceve anche Muerto Gara, il pugnale della morte.

Se l'inizio della storia può apparire semplice in realtà così non è.
L'autore inizia da subito a disseminare indizi, misteri, presenze oscure e trame e sottotrame che potrebbero svilupparsi.
 
Si ritrovano elementi in comune con Alita -come l'amore per le bizzarre tecnologie qui rese in maniera retrofuturista, e un mondo di sopra- e altri di evidente rottura, nella caratterizzazione grafica in primis, e la fuga dall'aria claustrofobica che impregnava la storia della cyber guerriera.
In Aqua Knight si respira apertura, si guardano gli orizzonti oceanici, si respira un aria di libertà.
Fanno da contraltare a queste immagini così aperte le sottotrame di cui sopra che ci lasciano intuire la presenza di un mondo più complesso e meno semplice.
Cos'altro ha di bello questo fumetto?
Bhè, i cavalieri acquatici son bardati come dei palombari e credo, anzi ne sono fermamente convinto, che tutti subiamo il fascino di scafandri e oblò facciali (grazie Valentina per avermi fatto rinverdire questa passione). 
Inoltre, essendo cavalieri, abbisognano di cavalcature, e in un mondo dominato dalle acque quale cavalcatura migliore di un' Orca?
Digressione maligna -Le Orche, miei ignorantelli, non sono le assassine di cui si vocifera- fine digressione.
  Ecco perciò i contendenti, con indosso le loro bombate armature, sfidarsi in tenzoni all'ultimo sangue sui loro fenomali cetacei, a rompere le linee dell'orizzonte con spruzzi e colpi di spade più o meno affilate.
Se il primo volume è scoppiettante e ricco di misteri e sottotrame in divenire, il secondo -sigh! sob! e ancora sigh!- proprio perchè forzatamente conclusivo, vede corrersi a chiusura.
I misteri restano irrisolti, le gag si moltiplicano evidentemente per riempire la pagina e così via.

Nel complesso la lettura non è da buttare via, se non altro perchè ha il lodevole pregio di far correre la fantasia in contesti poco battuti nonostante esista una letteratura di genere piuttosto ricca.
Si mischiano così in questa breve avventura, misteri, cavalieri, il mare, un drago ai confini del mondo, palombari, strani veicoli etcetera-etcetera.

Dovessi capitarvi sottomano un'occhiata gliela darei.


Aqua Knight
Yukito Kishiro
Planet Manga