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mercoledì 7 novembre 2012

Sul Pianeta Perduto - Serra/ Bacilleri ***


Giudizio personale: Mah!
"Mah!" non in senso negativo, ma nemmeno positivo.
Nel complesso posso dire di non essere completamente pentito per la spesa.
Questi € 9.50 di buona carta e storia così-così resteranno sulla scaffale della libreria fino a quando i miei pargoli non impareranno a leggere e a loro sì che piacerà.

Ma procediamo con ordine.

Che è?
E' un fumetto. Uno della collana "Romanzi a Fumetti" della Sergio Bonelli Editore.
Un volume corposo, cicciotto, contenente una lunga sola storia.

L'autore della sceneggiatura è Antonio Serra, uno dei papà di Nathan Never e di Gregory Hunter, i disegni sono di Paolo Bacilieri.
 
Su un pianeta lontano-lontano, precipitano due astronavi terrestri.
Alcuni dei sopravvissuti daranno vita, su una magnifica e rigogliosa isola, a una società rurale in cui lo scopo primario si fonda sull'armonia con la natura.
Jim e Rose, i giovani protagonisti della storia, vorrebbero andar via, esplorare il mondo, scoprire cosa c'è al di là del grande mare e vedere se, come dicono le leggende, esiste altro oltre la loro piccola isola.
Ad alimentare questo loro bisogno di fuga c'è anche un robot, reliquia dell'antico passato terrestre, che gli umani adulti dell'isola tengono alla larga perchè ricorda dolorosamente il loro passato.
Sull'isola tutto procede come sempre, tra una lite e l'altra tra Jim e suo padre, e l'allegra presenza di Sam -il coso peloso che si vede in copertina- fin quando in una notte di tempesta naufraga sull'isola un uomo che viene da fuori...
Ezra, questo il nome del naufrago, viene dall'altra parte del mondo, oltre la grande muraglia d'acqua che circonda l'isola.Il consiglio del villaggio si riunisce e stabilisce che Ezra deve essere giustiziato per conservare lo stato di pacifica realtà del luogo nonchè mettere strane idee in testa ai giovani del villaggio.
Prima che la condanna possa essere comminata, Jim e Rose con la complicità del peloso Sam e del robot (di cui non ricordo il nome accidenti!) lo salvano e fuggono con lui verso il grande continente alla scoperta di quello che il mondo ha ancora da offrire.
Giunti sulle coste del nuovo mondo i nostri eroi vengono subito arrestati. Jim e Rose vengono chiusi in cella e torturati, Sam reso schiavo insieme ad altri suoi simili e scopriamo che Ezra è un sorta di capo ribelle. Ma di cosa?

Iniziano da subito certe perplessità nella lettura di una trama che ho sì ben compreso, ma che a mio avviso è manchevole di qualcosa.
Ci viene detto che Ezra è un ribelle, che lotta contro le macchine che possiedono l'umanità. Ma in che modo? Non ho ben compreso se le macchine governano umani rammoliti, o gli umani si sono così rammolliti da non far più niente senza le macchine. E comunque la cosa non è ben esplicitata.
Una trama classicheggiante, per così dire, che non cela sorprese per gli amanti della fantascienza e -nonostante l'autore si affanni a spiegare di quanto abbia studiato per ricreare qualcosa di realistico nell'ambientazione e nel sistema astronomico teatro della vicenda- a tratti è decisamente banalotta se non stereotipata. La dicotomia natura/industria, la società totalitaria sopraffattrice, la disumanizzazione causata dalle macchine, così come stereotipati sono i protagonisti: il giovane idealista, la ragazza forte e sbarazzina, l'avventuriero cinico ma di buon cuore che poi si redime, il padre inflessibile che poi si ricrede.
Offre comunque la possibilità di diverse letture -anche queste niente di innovativo.

Nell'isola  si vive in armonia con la natura, ma c'è pena di morte, ipocrisia, paura del nuovo, emarginazione.
Nel continente c'è modernità, ampie vedute, ma anche corsa agli armamenti e dittatura.
Solo prendendo il meglio dei due mondi -che potremmo leggere nei vari personaggi- esiste la speranza di costruire un mondo nuovo e migliore.

Resta di stucco, è un barbatrucco!
Per stessa confessione degli autori la trama raccoglie e riprende le sue letture di ragazzo, le influenze di altri autori e di altre storie.
Lascia comunque perplessi l'idea di ritrovarsi davanti all'ennesima lettura ecologista che mi ha ricordato -non scherzo- le avventure dei barbapapà anche nelle architetture del villaggio rurale.

Lettura peraltro eccessivamente simile a "The incredible Tide" di Alexander Key, da cui è stato tratto "Conan il ragazzo del futuro" specie in alcuni passaggi come quello in cui il ragazzo -che vive su un'isola in un epoca post terza guerra mondiale i cui abitanti hanno rinunciato da tempo allo sviluppo tecnologico sfrenato in favore di una vita rurale- si reca a Indastria, città-stato futuristica organizzata in una utopistica società illuminata.
Altro dettaglio che mi ha perplesso (di nuovo) -citazionisticamente parlando- è stata la muraglia d'acqua che circonda l'isola, creata da un guazzabuglio gravitazionale che permetterebbe alle imbarcazioni, se ben governate, di navigare in salita!

Qui, mentre salgono le correnti, i nostri incontrano degli animali simili a balene.
Solo a me sono venute in mente la reverse mountain di One Piece e la balena Lovoon?
Ok, forse anche Oda, l'autore del manga, a sua volta si è ispirato a altri che io non conosco. D'altronde sono un saputello ignorante  e non nascondo le mie mancaze.
La barca navigando in salita, incontra un
Seguischiuma.

In One Piece, l'equipaggio della
Going Merry navigando in salita
incontra la balena Lovoon

 Belli i disegni, bella la costruzione delle tavole, e grazie a loro che nel leggere il volume non te lo fanno chiudere malamente.
Ci sono dettagli sognanti, realistici, nel complesso belli. Solo le macchine mi hanno lasciato perplesso (ma quante perplessità!?) facendomi pensare che questo tipo di design non fosse nelle corde del disegnatore.

Nel complesso non è comunque una lettura da buttar via, anzi.
Si legge comunque con un certo piacere, anche se gli smaliziati della letteraratura di SF sanno già come andrà a finire.
E, come in apertura, sarà di certo una piacevole sorpresa per i piccoli di casa mia quando impareranno a leggere.

Sul Pianeta Perduto
Serra/ Bacilleri
Sergio Bonelli Editore