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martedì 4 dicembre 2012

L'ultimo cosmonauta - Alastair Reynolds ****


In questo periodo, senza alcun motivo apparente, mi sento molto lontano da cose fantascientifiche, horror, fantastiche et similia.
Parlandone con lei  mi son sentito dare dell'esagerato. Forse che forse è troppo tempo che non nutro il mio piccolo nerd interiore?
Chissà.
Comunque, forte della nostra mini metaconversazione mi accingo a riaccendere l'e-reader e a scorrere le decine di titoli di fantascienza che da mesi attendono di essere letti.

Scorri che scorri, vedo che anche lei se l'è letto e siccome sono facilmente influenzabile mi son detto "vediamo un po' se è davvero così carino"

Dalla mia ammetto che sono un amante della fantascienza vecchio stampo o più semplicemente di quella che capisco.
Non amo le tecnobubbole, tantomeno quei fenomeni scientifici così scientifici da essere quasi magici. Di conseguenza non amo nemmeno chi scrive queste cose.
Alastair Reynolds invece è uno scienziato -un astrofisico- e fonda quindi la sua storia su cose se non vere per lo meno, realistiche.

In un futuro non troppo lontano -in cui la Russia sembra essere uno degli ultimi luoghi in cui viene portato avanti un progetto di ricerca spaziale- un oggetto misterioso fa la sua comparsa nel nostro sistema solare.
Nessuno riesce a capire di cosa si tratti, tanto meno le sonde mandate ad analizzarlo sono state in grado di capirci qualcosa.
Quell'oggetto è forse troppo esotico per i nostri calcolatori?
La sua forma non richiama niente di conosciuto e inoltre la sua struttura "a gusci concentrici" complica la situazione e le fa attribuire il nomignolo di matrioska.
La Russia decide di spedire una missione di ricognizione per saperne di più e riportare a casa dei materiali di studio. Qualcosa però sembra andare storto. Un membro dell'equipaggio impazzisce e il rover automatizzato addetto alla raccolta di campioni si incastra in uno dei gusci interni della struttura.
Ogni momento del viaggio viene raccontato dalla voce de "L'ultimo cosmonauta" apparentemente ancora in grado di farlo Dimitri Ivanov, che raggiunge uno scienziato che prima elaborò una teoria sulla natura della matrioska.

Orbene sì.
Il mio piccolo nerd interiore ha bisogno di essere nutrito in un certo modo.
Le descrizioni efficaci dell'ambiente, della realtà terrestre, così come delle ambientazioni, della bizzarra nave aliena, il colpo di scena -doppio- finale che proprio non ti aspetti (anche se uno dei due non è proprio originalissimo).
Si sente che Reynolds, specie in alcuni passaggi, sa esattamente di cosa parla e che nulla è schiaffato lì a caso a riempire pagine.
Il pregio di alcune eminenti menti, è anche quello di saper raccontare senza star tanto a menare il can per l'aia cercando di spiegare questo o quel fenomeno: Reynolds fa in modo che il lettore capisca senza parlare troppo di piogge di protoni o complicanze scientifiche che a noi risulterebbero inutili e noiose. 

Insomma un bel leggere, di quelli che ti fanno venir leggere di leggere ancora buone, OTTIME, cose come questa.
Infine: il titolo originale del libro sarebbe "Troika" anche in riferimento all'opera di Sergei Prokofiev (che sarebbe poi anche quello di Pierino e il lupo. Ma quante cose so?)










L'ultimo cosmonauta  
Alastair Reynolds
Delos Books


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