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mercoledì 2 gennaio 2013

Arrivano i Sister - Patrick Dewitt ***


Carino questo libro.
Carino, rapido, di quelli che riesci a leggere anche quando sei preda delle feste di natale e tra un panettone e un pornopandoro (il pornopandoro è quel dolce che dentro è pandoro mentre fuori è ricoperto di migliaia di porcherie ipercaloriche che vanno dalla cioccolata ad altri ingredienti impronunciabili e perciò buonissimi.
Anche se una volta avevo fatto un fioretto e cioè che non avrei mai più mangiato cose che non ero in grado di pronunciare.Ma questa promessa la feci dopo essermi procurato la seconda intossicazione al ristorante cinese e quindi, a natale forse, non vale) ti lasci sprofondare nel divano di tua zia con una fetta in una mano, il rutto trattenuto in gola, e il libro nell'altra mano.
Non sapevo bene cosa aspettarmi.
Tra le tante cose che non amo e a cui invece sto cercando di aprirmi c'è il genere western.
No, non leggo né leggerò mai & poi mai Tex!
Mi sono perciò procurato all'usato questo volume che, a detta di altri lettori e in giro per la rete sembrava essere da non perdere.

Diciamo subito che sì, è una lettura carina, forse non imprescindibile del genere, ma divertente nel suo insieme sì.

Sembra di leggere e vede re uno di quei film western girati dagli americani.
Di quelli in cui i protagonisti -immancabilmente eroici cowboy- se ne vanno in giro sempre belli puliti, in sella ai loro cavalli strigliati a dovere.
Diciamocelo, prima che Sergio Leone girasse i nostri film sul lontano e selvaggio ovest, gli americani cercavano di darcela a bere con le storie di quel testone di John Wayne e compagnia bella (e checché possiate dirne Wayne il capoccione ce lo aveva per davvero) in cui codesti personaggi erano sempre belli, puliti e, quando il bianco e nero si estinse, in technicolor.
Diciamocelo però: cowboy è sinonimo qui da noi di vaccaro, di buttero se proprio vogliamo fare bella figura.
L'aria che tira nel romanzo è un po' questa: un'aria di luoghi sempre puliti anche se fangosi, di persone sempre linde anche se puzzano e hanno bisogno di un bagno caldo, e di cavalcate in sella a destrieri a costo zero.
E' dunque questo il difetto che ho percepito nel leggere il resoconto del viaggio dei fratelli Sister: i dettagli, il fango, la puzza, la mancanza di eleganza dei protagonisti ce l'ho dovuta mettere io lettore perché lui, l'autore, si è dimenticato di raccontarmela. 

E' un viaggio che rasenta l'assurdità per noi che leggiamo, assurdità che ha però il pregio di farci interessare alla vicenda proprio per sapere cos'è che capiterà questi due fratelli nelle pagine a venire.

Charlie e Eli Sister sono due sicari.
Burbero e belloccio il primo, cicciottello e di indole gentile il secondo.
Sono al soldo di un traffichino tal Commodore, che affida loro una missione; ritrovare Hermann Kermit Warm, uomo dall'aspetto di folletto irlandese, ed estorcergli una non meglio definita formula.

Sulle tracce di suddetto individuo si è già mosso un altro agente del Commodore con il compito di spiare Warm e attendere l'arrivo dei due esecutori.

Charlie ed Eli iniziano così un viaggio a cavallo -come potrebbero altrimenti nel 1851?- che attraversa l'Oregon in direzione della California verso le montagne e i fiumi in cui migliaia di persone si sono riversate improvvisandosi cercatori d'oro.

Lungo il tragitto dovranno però fare i conti con: un ragno, un dentista non proprio medico, una strega, un orso, degli indiani, locandiere più o meno disponibili, traghetti, e il caratterino di Eli che di quando in quando si palesa.

Non ultimo, e in finale, un cambio di direzione nella morale dei due protagonisti.

Arrivano i Sister, è nel complesso una lettura piacevole, poco -molto poco- impegnativa di quelle per passare il tempo.

Possiede tutti gli stereotipi del genere: sparatorie, cercatori d’oro, lunghe storie di ricordi veri o inventati, narrati intorno al fuoco e tanti tanti cavalli, ronzini, puledri, stalloni, caricature come il povero “Tinozza” fedele cavalcatura di Eli, l'io narrante.

Il racconto ha un suo ritmo e si legge senza fastidio ma alla fine lascia ben poco nella tasca dei nostri eroi -sì, sì- e nella mente dei lettori.

Se siete in vacanza e avete voglia si svagarvi prendetelo  pure.

Se invece cercate un western di quelli duri e puri in cui si spara al cuore di Ramon, cercate altro.










Arrivano i Sister  
Patrick Dewitt

Neri Pozza