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lunedì 14 gennaio 2013

Le notti di Salem - Stephen King *****

Questo è forse l'unico libro daa paura che è riuscito nel suo intento di spaventarmi.
E' un libro con vampiri, sui vampiri, ma che si discosta -anzi non lo è affatto- una di quelle fregnacce che girano adesso, con vampiri brillanti, o altre simili scemenze.

Sono di quelli che Stephen King lo odia e contemporaneamente lo ama.

Lo odio nei suoi momenti digressivi, nei suoi eccessivi descrizionismi, in cui non è difficile ravvisare una certa pallosità.
L'ho odiato in IT, ma l'ho amato ne L'ombra dello scorpione,  ho mal digerito Cujo, ma Shining l'ho divorato.

Le notti di Salem è stato dato alle stampe nel 1975 ossia trentotto anni or sono e non ha perso un briciolo del suo fascino e della sua potenza evocativa.

L'idea di base di Stephen King nella stesura del romanzo è quanto di più semplice possa esserci. Riprendere il Dracula di Bram Stoker -il vampiro- e vedere cosa sarebbe accaduto se, anziché apparire nella Londra di fine secolo, fosse comparso negli anni negli anni '70.
Il telefono, l'elettricità, i viaggi sulla luna, insomma il progresso, avrebbe messo al riparo l'uomo moderno dalla più atavica e primordiale delle emozioni, la paura?
La risposta è, a mio avviso, no.
No perché la paura è trasversale. La paura è atavica, la paura è anche un prodotto culturale. 
Perciò, siccome Stephen è un re, non ha intenzione di riscrivere il mito del vampiro, non vuole raccontarci le tetre origine di questa specie che è, a tutti gli effetti, il rovescio della medaglia della specie umana, e non vuol nemmeno tediarci con pippose storie di amori anormali o con faccende amorali.
Piglia il suo protagonista, scrittore depresso Ben Mears, e lo fa tornare nella sua città natale Jerusalem's Lot con l'intenzione di scrivere una storia su una casa abbandonata: Casa Marsten.
Ovviamente l'interesse per la magione non è casuale, da ragazzino in compagnia degli amici, visse una brutta avventura: nel compiere un atto di coraggio che prevedeva l'avventurarsi al suo interno e riportare un oggetto comprovante la sua azione, si ritrovò davanti il corpo impiccato esenza vita dell'allora tenutario.

Giunto a Salem Ben, si stabilisce in una pensione con vista sulla casa e avvia una relazione con la giovane Susan Norton.
Casa Marsten è stata acquistata da due strani tipi, Mr. Straker e Mr. Barlow, che una volta giunti in città danno il via a una serie di strani e spiacevoli avvenimenti compresa la scomparsa di un ragazzino.


Garbatella's Vampire
Inutile dire che i due signori si riveleranno ben presto, essere un vampiro e il suo succube ma da questo momento in poi Dracula e Le notti di Salem conoscono moltissimi punti in comune.
Il romanzo dunque, cerca di muoversi nel solco della tradizione del vampiro, o nello stereotipo se vogliamo, e nonostante i suoi quasi quarant'anni è ancora innovativo proprio nella scelta che fa l'autore nell'utilizzo del folklore popolare dei succhiasangue.
Infatti questi possono ammaliare, hanno la facoltà di entrare in casa solo su invito, dormono di giorno e, udite-udite, non sono romantici ma cinici cacciatori!


Le notti di Salem rivesta inoltre una certa importanza anche per la produzione di King; si tratta infatti del primo romanzo corale in cui l'autore rende protagonisti, anche per interi capitoli, personaggi diversi dall'eroe dichiarato Ben Mears.
Su tutti troneggia Padre Cahallan, prete con poca e indistinta fede che, uscendo sconfitto dallo scontro con le forze del male se ne esce anche dal libro. E lo fa quasi in sordina per poi ricomparire come una delle spalle di Roland Deschain nella mirabolante serie de La torre Nera.
Un po' horror, un po' thriller psicologico, questo libro è senza alcun dubbio bello da qualsiasi punto di vista.

Infine questa nota è per te, oh amante dei vampiri moderni e -diciamocelo pure - un pochino femminielli, se non lo hai letto sei una schiappa di prima categoria e dovresti procuratelo al più presto! 
Di sicuro lo troverai anche in biblioteca!