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lunedì 11 febbraio 2013

Efrem, soldato di ventura - Mino Milani ***½

Cara zia Nanna,
qui di fianco puoi vedere la copertina del libro di cui ti parlavo tempo addietro.
Sì, lo so che l'edizione che mostro è piuttosto arcaica, e che il libro che mi regalasti tu era in edizione superlusso, pregiata, con segnalibro in seta e le lacrime dell'orfano protagonista in omaggio, ma ti assicuro -e te lo assicuro- che questo qui di libro è meglio.
Vabbè quello lì, coso, Oliver Twist è un classico e all'epoca ti sembrò una lettura più adatta a un fanciullo della mia età, ma come ben sai spesso le cose prendono strane pieghe e...
Insomma, Oliver Twist è bello pallosetto e nonostante mi impegnai moltissimo nel leggerlo -tanto da portarmelo in vacanza al mare cercando persino di leggerlo senza sporcarlo di pesca di cui poi, ahimè,  prese l'aroma- non riuscii a finirlo e quello, o questo, insomma fu il primo vero e proprio fallimento da lettore.

Dispiace sempre lasciare un libro così, a spiaggiarsi tra gli scaffali e a prendere polvere tanto che per smussare questa amarezza mi promisi e ripromisi che lo avrei ripreso e terminato proprio da lì dove lo avevo lasciato.
Poi qualcuno -Sangers e Wales mi dicono- inventarono wikipedia e mi permisero di scoprire che fine avessero fatto i personaggi di questo romanzi di Dickens e ogni senso di colpra scomparve.

Il bello, o il brutto, è che ricordo perfettamente quando mollai Oliver Twist in favore di Efrem. Fu in una notte buia e tempestosa, di quelle in cui hai il naso chiuso e le maledette caccole, che non riesci a togliere soffiando il naso o con il dito, ti costringono alla veglia.
Una notte in cui, evadendo dal mobile letto che c'era all'epoca nella stanza mia e di mio fratello, mi avventurai in libreria e scovai uno dei volumi che il suddetto parente affine doveva leggere per la scuola e che, come sempre e misteriosamente, svaniva!  

Passai perciò dalla Londra puzzolente e scura del romanzo di Dickens, a un più bucolico paesaggio nostrano
.
Qui il mio nuovo beniamino, stava rimirando un agnellino che il suo padrone gli aveva appena consegnato.
Dopo nemmeno due pagine di pucciosa ammirazione, spunta dalla boscaglia la Banda della Rosa Bianca. Uno dei membri di questa milizia si avvicina al ragazzo e dopo un diverbio uccide l'agnello.
-Ma non era meglio restarsene con il signor Bumble il cicciottello e la signora Mann a ramazzare e fare la conoscenze di nuovi orfani che sarebbero stati nominati in ordine alfabetico?-
No, mi dissi, decisamente no.
Perché dall'evento dell'uccisione di un agnellino diparte una catena di eventi, piccoli e grandi, la cronaca di una vita e di una esistenza che Oliver Twist non sapeva trasmettermi.
Efrem è costretto a seguire i suoi assalitori, a crescere con loro, e ad essere da loro addestrato. Efrem non conoscerà altra vita se non quella delle razzìe e dei campi di battaglia.
Ma la sua anima è sempre quella di una persona in divenire, e al di là dell'amarezza di una crescita e di una vita imposta, deve scegliere se diventare una macchina da guerra o diventare un uomo rispettando ideali di giustizia, ugualianza e solidarietà.


Un po' romanzo storico -ma all'epoca non lo sapevo e anche se lo so adesso non ne farò comunque alcun accenno- un po' faccenda di fantasìa, le pagine di Efrem soldato di ventura scivolarono via, veloci, in qualche ora appena. La lettura si interruppe solo per pause pipì, e il furto maldestro e sbricioloso di un paio di biscotti.
Il mattino successivo mia madre, con la delicatezza che da sempre la contraddistingue, mi risvegliò lì dove mi ero assopito sul divano in camera da pranzo: "Ah, ecco dove tuo fratello aveva perso il libro!"
Cara zia Nanna,
che altro aggiungere?
Non credere che il tuo regalo non sia stato gradito, un libro è sempre un bel regalo!

E poi tu ci pigli sempre; vedi anche il tostapane con il quale hai migliorato notevolmente la qualità della vita mia e di muglierema!

Efrem, soldato di Ventura
Mino Milani
Mursia