Google+ TBMT: 03/12/13

martedì 12 marzo 2013

Fuego - Marilù Oliva ****

La strada dove lavoro è un tristo rettilineo grigio di caseggiati industriali e casette abusive costruite sull'argine del fiume.
Quando esco dall'ufficio -posto sul fondo di una grotta da cui emergo spesso a fatica- la prima cosa che incrocia il mio sguardo è una enorme palma di plastica di colore arancio.
Mi incammino per la strada che tanta allegira non riesce a trasmettere sia per lo stato in cui versa, sia per una topografia non proprio egregia.
I camminamenti laterali stretti e inadeguati, sono pieni di buche e piccoli dossi, frutto dell'incuria e della pressione delle radici dei platani che li fiancheggiano. Come se non bastasse, nel periodo elettorale sono stati messi dei filari di cartelloni pubblicitari -Vota Questo! o Vota Quello!- che rendono ancora più disagevole il passaggio.
Alla fine della strada, resa ancora più triste dal grigiore del cielo di questo inverno che non vuole saperne di estinguersi, c'è la mia biblioteca, unico motivo di giubilo e invisibile faro diurno alla fine di quest sorta di non-tunell.
Mi ha chiamato da poco l'impiegata del comune "Il volume che ha richiesto con il PIM è arrivato".
PIM. Prestito-Interbibliotecario-Metropolitano.
Con cinque euro l'anno posso leggere tutti i libri che voglio di tutte le biblioteche della città e farmeli consegnare presso quella che più mi aggrada.
Davanti il desk il bibliotecario mi consegna il volume che abbranco. In fretta salgo al primo piano e, al tepore dei riscaldamenti della sala lettura, affondo in uno dei divanetti neri e inizio a leggere.
Li ritrovo tutti, Elisa, Baselica, Mussito, Catalina dagli occhi di acquamarina, tutti.
E' bello rincontrarli. O meglio, è bello vederli di nuovo.
Dopo aver chiuso ¡Tu la pagarás! sapevo che li riavrei rivisti. Non sapevo di certo quando.
E poi eccoli lì, a continuare a raccontarmi di loro, della loro vita, della loro esistenza.
Sì, perché è questo il pregio che hanno i personaggi di Marilù Oliva; proseguono il loro cammino anche senza nessuno che li legga.
Attenzione però. Loro non sono i vecchi amici che ricontri e da cui vuoi sapere come siano andate le cose negli ultimi tempi; non lo sono per niente!
Loro sono persone in tutto e per tutto che proseguono le loro esistenze  ignari del fatto che qualcuno abbia parlato -pardon, scritto- di loro e che qualcun'altro li stia leggendo.
Devo dire che io e la Guerrera non ci piacciamo poi molto. Lei che incosapevolmente mi riversa addosso la sua umanità e io, con la lente di ingradimento del mio personalissimo modo di essere, amplifico e assorbo quel che lei mi racconta.
Spesso lei esce dai suoi momenti bui ballando la Salsa o con la Capoeira.
A me servono almeno un paio di chilometri lineari di acqua e non è così semplice reperirli.
Sarà che io ed Elisa Guerra -forse- abbiamo più cose in comune di quante ne voglia ammettere e che spesso persone che hanno poco da dirsi non riescano a provare empatia reciproca.
E in effetti, anche in questa storia troppe cose riaffiorano: pensieri martellanti, solitudini ridondanti, nostalgie per un prima che è peggio del presente a cui però non vogliamo tornare, piccole e grandi frustrazioni.
Ma c'è anche un briciolo di scintillante felicitià sepolto sotto le braci pronto a divampare senza controllo. Tizzone che arde senza combustibile in grado di liberare tanta energia quanta ne scatenano le esplosioni nucleari sulla superficie del sole.

Il sole, le sue fiamme e quindi il fuoco, elemento primigenio e indossolubile che vive dall'alba dei tempi e affianca l'uomo come suo custode, guardiano e perché no come elemento purificatore.

Ci sono tante cose da scoprire, o riscoprire, in questo libro.
Faccende dell'anima o della vita, ma anche misteri fastidiosi come una donna vestita completamente di bianco che non fa altro che sfidare la Guerrera, un piromane seriale e sullo sfondo di tutto questo, ma che risulta quasi appannatto tante sono le cose che ci coinvolgono, un omicidio.
Un aiuto per allentare i fili di
una matassa semplice e intricata al tempo stesso come solo la vita sa essere, la luce del fuoco.
Luce che chiarifica ma da cui è anche bene guardarsi.

Fuego
Marilù Oliva
Elliot Edizioni


P.S.
Nemmeno io e Dante siamo mai andati troppo d'accordo.
Sarà che lui aveva sempre così tanto da dire e io quasi niente.