Google+ TBMT: 03/20/13

mercoledì 20 marzo 2013

Sopravvissuti - Cortini, Moretti ***

Quando scrissi questo racconto per un concorso letterario -di quelli un po' fastidiosi dove ognuno può dire quel che vuole - mi venne fatto notare che la mia non era altro che la solita storia di zombie, di gente morta che ritorna piuttosto affamata e niente di più.
E dire che io non raccontavo degli zombie ma dell'inizio di una epidemia -forse- a cui nessuno sembrava dare nome.
Siccome poi io sono di quelli che rimuginano quando qualcosa non è che gli va tanto
bene; ci ho riflettuto un bel po' per giungere poi alla conclusione che sì, chi mi aveva detto questa cosa aveva ragione da vendere e che dei morti viventi potevamo parlare quanto ci pareva perché in gran parte è stato detto, scritto, letto o fatto quasi tutto.
A questo punto conclusi che la distinzione di storie di questo genere debba necessariamente passare per le ambientazioni.
Ci sarà chi invece dirà che la discriminazione passa per i personaggi ma, cari miei, fate attenzione: dire una cosa del genere vi farebbe cadere nel cliché del nuovo millennio dove sono vampiri luminescenti, licantropi dal pelo fulvo e zombie col cuore a farla da padrone.
Gli zombie, i morti viventi i ritornanti, i vaganti, a me piacciono nella loro forma classica dove si trascinano, emettono -occasionalmente- dei suoni e cercano ciccia umana con cui pasteggiare.
In questo senso gli autori di Sopravvissuti hanno pienamente centrato il bersaglio; qui i morti prendono a tornare nel 1944 in piena Seconda Guerra Mondiale e -ovviamente- a sbranare tutto quello che incontrano.
Che la guerra tra umani si interrompa è ovvio. Quello che è meno ovvio è che non resta altro.
Il racconto si apre dodici anni il cosiddetto Giorno del Giudizio, con i protagonisti già immersi in una vita fatta di stenti, di fughe in un cammino che non sembra avere mai fine.
A ben vedere i quattro somigliano ai protagonisti delle proverbiali barzellette in cui ci sono un tedesco, un italiano, un francese e uno spagnolo.
Ma la guerra crea anche questo, mescola i popoli, le lingue e le persone e così per davvero un tedesco, un inglese, una francese e uno spagnolo si ritrovano uniti sotto il vessillo della sopravvivenza a tutti i costi.
Su tutti spiccano Teschio, di origini britanniche dal volto sfigurato dall'esplosione di una bomba, e il protagonista -disertore tedesco- che se ne resta senza nome anche a libro finito.
Proprio perché a storie del genere non si può più aggiungere nulla è l'ambientazione qui a farla da padrone.
Le macerie della guerra, le carcasse dei morti e i Morti -con la M maiuscola - che inseguono i vivi.
Anche se di questi ultimi non se ne incontrano moltissimi seguendo la regola del gioco narrativo per cui è meglio non mostrare ciò che fa davvero paura ma semplicemente raccontarlo. 
E proprio perché di storie del genere si è già detto, fatto, raccontato e girato quasi tutto, gli autori fanno in modo che quello che ci viene raccontato sia un episodio delle Terre Perdute - come viene chiamata quella porzione d'Europa in cui i nostri si muovono - con un finale non finale che lascia adito a eventuali espansioni.
Sopravvissuti è un libro gradevole -molto- e paraculo di cui si sente la stretta parentela con Sine Requie -gioco di ruolo creato dai due autori- specie  quando si ricorre a espedienti tassonimici per classificare alcune specie di Morti di cui io, ma perché son io, non sentivo il bisogno.

Evidentemente tutto questo rientra in un progetto più ampio che, a ben leggere, sta dando ai due autori -buon per loro- grande fortuna.


Sopravvissuti
Matteo Cortini, Leonardo Moretti
Asengard Edizioni

Il libro:                  Il Gioco di ruolo: