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mercoledì 3 aprile 2013

Universo Distorto - Charles Stross ***

Non ricordo in che anno, non ricordo in che numero fosse, fatto stà che tanto, tanto tempo fa, sdraiato in un angolino del salotto sfogliavo un numero di Topolino ove Zio Paperone coinvolgeva per l'ennesima volta il nipote prediletto, quello con la marsina alla marinara, in una della sue strampalate imprese.
E' ovvio che non ricordi nemmeno quale sia questa impresa, ma un dettaglio c'è che ricordo chiaramente, l'unico a dire la verità.
Questo particolare è rappresentanto dal mezzo di trasporto che il tirchiosissimo zio mise a disposizione di Paperino e nipotame e che forse venne assemblato dal mai pagato abbastanza Archimede Pitagorico.
Orbene, questo fantasmagorico mezzo di trasporto era nientepopodimenoché un EKRANOPLANO!
Pronunciate con lentezza le sillabe: mi rendo conto che inizialmente non è semplicissimo da dire.
L'EKRANOPLANO è un coso a metà strada tra l'idrovolante e
Idrovolante
l'aliscafo di cui non comprendo appieno l'utilità ma ha un design davvero affascinante.
Da quanto ricordo questo koso -con la K così che capiate che sto parlando dell'esotico veicolo- si muove a pochi metri dall'acqua creando sotto di sé un cuscino d'aria che gli consente di muoversi a grande velocità.

Potrei andare su wikipedia per poi riscrivere
qui quello che ho carpito ma no, noi saputelli siamo onesti e quello che non sappiamo non lo sappiamo e basta.
Dell'Ekranoplano non è che poi abbia saputo molto altro o mi sia interessato più di tanto.
Sì insomma, è fascinoso, stiloso ma il mio
Aliscafo
interesse terminava lì: il saper pronunciare il suo nome  e conoscere la sua esistenza son sempre stati motivi di vanto più che sufficienti utili anche per soggiogare chi, misurandosi contro di me a "Nomi, cose e città" non sapeva di cosa parlassi quando nel campo cose scrivevo, appunto, EKRANOPLANO!
Il fichissimo ekranoplano
Charles Stross ha vinto.
E dire che quest'anno, preso come sono da certe letture che me ne fanno evitare altre, non mi sarei mai e poi mai voluto misurare con uno come lui.
Diciamocelo, scovare un autore -sì scovare, grazie Pelosa- che possa entrare nel novero delle tue preferenze è cosa rara, e divenire uno di quelli a cui perdoni tutto, anche le nefandezze, è ancora più difficile. Sì, gli perdono tutto a Stross, al pari di Dan Simmons, anche una storia così-così e magari campata in aria, anche una storia che ben inizia e poi non sai dov'è che voglia andare a parare. Ma una volta che hai letto questo caspici che lui è uno di quelli giusti, che ha la rara capacità di saper divertire e coinvolgere senza stare sempre lì a cercare la giusta motivazione o il motivo alto per una storia o un'impresa.
La premessa di questo libro è piuttosto accativante: un bel mattino il creato si sveglia e scopre che il nostro pianeta è diventato piatto!
Ma non è solo il pianeta a essere cambiato, anche il contorno, le stelle in cielo non sono le stesse, e la forza di gravità si è fatta più ostinata tanto da non consentire ai missili di decollare.

Cos'è accaduto? Qualcuno ha forse schiacciato il mondo? O forse lo ha ricostruito e ha trasportato tutti i suoi abitanti su questa copia? Cosa diamine sta succedendo?
E' evidente che la Terra non sia più quella di un tempo, e forse non lo è affatto vista anche la nascita di decine di nuovi ed estesissimi continenti, che le maggiori potenze mondiali -USA e URSS in piena guerra fredda- decidono di esplorare ed eventualmente annettere ai loro possedimenti.
AYuri Gagarin viene affidato il comando del primo
EKRANOPLANO,  in una missione di esplorazione e ricerca per arrivare la dove nessuno è mai giunto prima; quelle nuove terre di cui nessuno conosce ancora nulla.
Stross è inequivocabilmente l'incarnazione del piccolo nerd interiore ed è questo uno dei motivi principali per cui non posso non amarlo.
Tra citazioni trekkie, teorie complottiste, evoluzionismo, pensieri sul chi abbia fatto questo all'umanità che non approdano a nulla, idee bislacche, insetti senzienti, tutto raccontato a più voci, Universo Distorto è una lettura che non delude.
Certo, non è nel novero dei capolavori ma, come detto sopra, compie bene il suo dovere primario: diverte senza sbattimenti!  


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