Google+ TBMT: 04/09/13

martedì 9 aprile 2013

Il mare in salita - Rosella Postorino ****

Il primo merito che ha questo libro, o meglio la sua autrice è l'essere riuscita nell'intendo di dirglielo, al mare, cos'è che proviamo per lui.
Lui che ci ha sempre accolti, che è sempre stato lì ad ascoltarci, a fare da sfondo alle nostre vite.
Lui, che nonostante la pazienza ogni tanto si incazza e ci restituisce con gli interessi e in mezzo alla spuma tutta quella merda e i rancori che gli abbiamo vomitato addosso.
Perché se c'è una cosa che dobbiamo al mare è TUTTO; conto e debito che ha aperto con lui anche chi afferma di non andarci mai o di non amarlo.

Le bancarelle di libri sono sempre qualcosa di miracoloso e spesso in mezzo a tanto ciarpame -sì ce ne è davvero tanto- scovi delle piccole perle. E io che ti ho beccato? Una copia di questo libro qui con dedica dell'autrice per una certa Sara, datata 23 Giugno 2011.
E' bene precisare che Il mare in salita non è un romanzo, ma potrebbe esserne uno, come potrebbe esserne tanti. Tanti e variegati quanti sono gli incipit che aprono -pardon- conducono in ogni capitolo.
Capitoli che altro non sono che passeggiate tra gli acciottolati di paesi arrampicati su scogliere a strambiombo.
Il mare in salita è tante cose:
è una IGP:
perché indubbiamente lo è.
Una guida turistica:
minuziosa miniera inesauribile di scorci e vedute, paesaggi e tesori da scoprire.
Periplo:
dell'animo e del ricordo. Circumnavigazione del proprio sentire. O per lo meno partecipazione.
E' un portolano.
E' una saudade
perché di nostalgie così ne soffre solo chi il mare se lo porta dentro ed è un tributo da pagare ogni volta che te ne allontani.

E quello che qui descrive, quasi ogni parola, quasi ogni esperienza, l'ho vissuta -nel mio poco- anch'io tanto da aver iniziato a pensare che lei, Rosella, abbia scritto una biografia non autorizzata della mia vita.
Sì perché in effetti le esperienze sembrano le stesse, le stesse percezioni dei sensi, gli stessi vissuti, gli stessi dubbi sul come sia la vita là fuori, in realtà differenti in cui, una volta che ti ci confronti, non sai più che pesci pigliare.
Una differenza però molto profonda tra me e l'autrice c'è.
Lei, donna di un solo mondo a cui ritorna oramai da turista.
Io, persona di due mondi, quello urbano di Roma e quello inestinguibile del mare.
Anch'io mi sono chiesto come lei dov'è che i ragazzi di città si scambino il loro primo bacio e ancora me lo chiedo.
Io lo spesi sotto uno dei ginepri che punteggiano le dune del mio mare.
Dicevo persona di due mondi, con un piede qui in città e uno sulle scogliere.
Rosella sostiene che la bellezza di Roma non è democratica, non è per tutti.
Questa stronzata (perdonami ma non ho altri termini) me la sentii rifilare a Napoli ove chi ci ospitava era così felice di viverci che non vedeva altro.
Basta allontanarsi dalla cornice barocca della capitale per vedere la bellezza di una città che non è una, ma una moltitudine.
Moltitudine per le stratificazioni del passato, moltitudine per le stratificazioni del presente, moltitudine negli stili che spesso non combaciano ma si compenetrano con violenza.
Roma è una città dove puoi prendere un autobus a caso e farti trasportare per una città che non conosci ma che sempre Roma si chiama. Puoi finire in centro -quello chiassoso dei palazzoni o quello silente e perennemente addormentato dei vicoli più sconosciuti- tra gli abusi edilizi che ti  chiedi come sia stato possibile, o puoi finire in aperta campagna.
Oppure puoi finire in un borgo marinaro com'è il mio quartiere, paesino nella metropoli.

Il mare in salita è anche un viaggio dei sensi a cui non vorrei mai sottrarmi.

Il mare in salita
Rosella Postorino
Editori Laterza

P.S.
Cara Sara della dedica, se mai dovessi passare di qui e rivuoi il libro non c'è alcun problema.



E siccome al juke box la mettevo anch'io: