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mercoledì 24 aprile 2013

Doom Patrol -AAvv *****

Un manipolo di disgraziati dotati di portentosi capacità che hanno deciso di mettere al servizio di un mondo che li teme e li odia.

Non sono fascinosi, non sono affascinanti, non sono affatto belli.
A dire la verità sono dei veri freak, dei mostri senza speranza alcuna, dei fenomeni da baraccone che un uomo in sedia a rotelle ha deciso di riunire per donare loro una speranza.
Sto parlando della Doom Patrol, il più sfigato supergruppo della storia del fumetto.

Sfortunato per l'eterogeneità dei suoi componenti: un pilota di auto da corsa tramutato in Robot Man, un uomo negativo (!), e una donna elastica.
Sfortunato per la vita editoriale: travagliatissima, per una testata che non riusciva e non riesce ancora oggi a trovare una collocazione.
Sfortunato perché a questi eroi non tocca mai sventare minacce convenzionali. Loro non hanno a che fare col Joker, o Lex Luthor. A loro toccano cervelli volanti e gorilla a quattro braccia. A loro tocca far riemergere Parigi da un dipinto e scontrarsi con la confraternita del Dada.
Sfortunato perché nelle sue varie incarnazioni i componenti hanno spesso avuto dei poteri apparentemente inutili, come quello di poter guardare avanti nel futuro per appena due secondi.
E sfortunato infine perché le storie intelligenti fanno sempre questa fine.

La somiglianza con i più fortunati cuginetti della Marvel, quelli con la X per intenderci, non è casuale.
La Doom Patrol nacque però qualche mese prima e fu proprio a loro che Lee e Kirby si ispirarono per creare gli studenti di Xavier.
Ma, ed è qui la differenza più grande, mentre gli X-Men avevano un aspetto gradevole e, diciamocelo pure, bellocci da copertina, gli sfigati della Doom  Patrol erano dei deformi senza speranza, casi irrecuperabili in cui nessuno vorrebbe mai e poi mai identificarsi.
Se Ciclope spara raggi ottici che -poverino- lo tengono lontano dal mercato della frutta, di contro possiede un fisico statuario. Corpo che Robot Man ha perduto per sempre insieme alla sua identità dopo l'incidente d'auto.
Se Jean Grey -porella- è maledetta dalla capacità di spostare gli oggetti e di leggere nelle menti, di contralto ha un bel culetto. Mentre la povera Crazy Jane con le sue sessantaquattro -64!- personalità e altrettanti poteri non sa nemmeno (forse) di esistere. 
Nonostante Xavier abbia i ciglioni e sia seduto su una comoda sedia a rotelle, è il più potente telepate dagli occhi azzurri del creato. Mentre Dorothy Spinner, che può materializzare la sua immaginazione, ha un aspetto deforme e nessuno le vuole stare vicino.

Nonostante la stranezza, o forse proprio grazie ad essa, i protagonisti della Doom Patrol rendono le loro lotte più vere, perché è proprio nei loro handicap (ammettiamolo, delle vere e proprie disabilità) che si cela il realismo, in quel limite che ci sforziamo di superare, in quel difetto che cerchiamo di celare alla vista degli altri, in quel segreto che non vogliamo o non possiamo condividere.

E combattere contro uno scienziato pazzo nelle vesti di un gorilla in queste condizioni, risulta più umano di modelli in pose plastiche, dal fisico scultoreo, dotati di fantastici poteri che non fanno altro che lamentarsi del fatto che una entità cosmica sta per cadere loro tra capo e collo e aumentare uleteriormente le loro capacità.

Della Doom Patrol sono state pubblicate in Italia in costosi volumi le gestioni di Morrison, che era -per sua stessa ammissione- in stato allucinogeno mentre le scriveva,  e quella altrettanto pregevole di Arcudi facilmente reperibile anche su ebay a prezzi stracciati.

Fossi in voi un'occhiata gliela darei!




Doom Patrol
AAvv
Rw Lion