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martedì 30 aprile 2013

Non toccatemi il sangue - Diana lama *** ½

Essere partenopei non è  come essere romani, milanesi o portodanzesi. Ma nemmeno newyorchesi o di qualsiasi altra città possa venirvi in mente.
Essere napoletani non è solo una questione anagrafica o di appartenenza geografica, ma una vera e propria questione d'anima.
Sarà per il sole, il mare, lo zolfo dei vicini vulcani, ma chi nasce a Napoli è e sarà per sempre napoletano.
E questo non per semplice retaggio culturale; è un po' come per quei credo religiosi in cui il mistero della fede si mescola alla quotidianità lungo tutta l'esistenza e che, volente o nolente, praticante o meno, resterà indissolubilmente legato all'anima.
Napoli è un essere vivente, una divinità che cresce e prospera da millenni.
Potrebbe essere uno dei Gods di Gaiman di quelli indistruttibili perché Napul' è!

Al di là della napoletanità come fa a sfuggire il senso di fascino e di bellezza e di mistero che si mescolano per le strade di una città millenaria e che è addirittura spaccata in due da una strada!
Certo, qualcuno direbbe che c'è la munnezza e a questo qualcuno, dal nasino delicato e pieno di sapere, ricorderei che di codesti disagi parlava già il marchese De Sade, magari questo piccolo dettaglio renderà persino la spazzatura oggetto di altre e alte visioni culturali.

E' forse una delle più antiche città al mondo -giorno più, giorno meno- e a questo simpatico blog potrete trovare note storiche e accenni intelligenti proprie di Neapolis.

Non toccatemi il sangue è un arguto e intelligente insieme di racconti in cui la napoletanità fa da sottile linea continua tra una storia e l'altra.
Non si tratta delle solite storie di mostri e assassini sullo sfondo di luoghi noiosi e inospitali -o al contrario molto chic ma sospetti- ma di storie di vita vera, vite che si distorcono o che non hanno il giusto senso. Vite alle volte di ignoranza mescolata a superstizione che generano -quelle sì- veri mostri, vite di povertà e di ricerca di giustizia e riscatto, vite di tragiche fantasie e assurdi riscontri.
Non sono piccoli omicidi tra amici o spiacevoli delitti, ma fatti che sfuggono all'effetto dell'assurdo e ci ricordano quanto questo -l'assurdo- sia più semplice del reale in cui spesso confluisce.
Su tutte loro, o attorno a loro, Napoli e la napoletanità che vive e vivono dei loro abitanti e delle loro anime.

Brava all'autrice che ha utilizzato quello che aveva intorno, i luoghi, i linguaggi veri del territorio, le tradizioni, i nomi nostrani e tradizionali che hanno tanto esotismo da offrire e che a molti scrittori, ahimé, ancora sfugge.

Non toccatemi il sangue
Diana Lama
Mezzotints Ebook
   


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