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venerdì 24 maggio 2013

Pesi Pessimi 5 - Quando dire basito non basta


Ci sono quelli che non digerisci, quelli che quando ci ripensi credi che la cellulosa adoperata per metterli insieme sarebbe stata meglio se utilizzata per pratici morbidi rotoli a doppio velo.
E invece te li sei letti e non potevi fare a meno di terminarli perché quando li hai comprati ci sei voluto cascare con tutte le scarpe ma soprattutto non avevi alternative. Ed è tutta colpa tua!

L'età inquieta
Anna Starobinec

Un libro la cui copertina, con maiali o cani rossi in campo grigio-bianco, è la sola cosa accattivante.

Dico davvero.
Una quarta di copertina che promette inquietanti faville con una "poetica in cui la realtà è un piano inclinato che aggancia il lettore verso il più assurdo terrore".
Abbiamo una formica senziente che prende il controllo di un ragazzino, robot senza più memoria che tra di loro si attivano e si inseguono, un tipo che cambia città ma non ci capisce niente né lui che la storia la vive né noi che la leggiamo, la rilettura della storia dell'ebreo errante, un ragazzino con problemi psichiatrici che sente le voci, e un'altra manciata di storie che, per davvero, lasciano il tempo che trovano.
Che se questi racconti li avessi scritti io sarebbero stati cestinati immantinentemente.
Seriamente evitabile!

Il generatore di Storie
Philippe Vasset

Che se lo dicono il Cincischia Journal, il Novello Guardone, e la Gazzetta del Magazzino, allora non puoi proprio perderlo.
"Un gioiello gioielloso" afferma il primo quotidiano.
"Un romanzo che proprio guarda ha una sua visione che non ti aspetti e che poi succede che..." dice il secondo
"Spiazzante e spiattolante" aggiunge il terzo.
Ed è tutto vero!
Spiazza e sconquassa, guarda e non guarda, storce e distorce ma soprattutto, perché l'ho comprato spendendo il patrimonio di dieci euro per appena 83 paginette di una storiella di cui si capisce il finale sin dalla prima riga?

Se avete un'oretta da buttar via -magari perché siete in fila dal medico e non volete saperne delle riviste della sala d'attesa in cui si parla dei fianchi di Orietta Berti- leggetelo pure.

E se poi doveste sentirvi male o in colpa, nessun problema: