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martedì 3 novembre 2015

Papà era un bandito - Maria Chiara Perri *****


Siccome a tutti piacciono le classifiche; tutti quegli articoli che recitano: dieci motivi per, oppure, tutto quello che in tot punti, ecco vi do io qualche buon motivo per leggere questo libro. 




  • Ci si ritrova immersi in una di quelle storie che ti ricordano come sia possibile - alle volte - amare di più i personaggi che le persone.

  •   È un romanzo il cui unico difetto - a mio avviso - sta nell'etichetta young adult.

  • È una storia che ricorda le corali a la Pennac o i condomini di cui raccontava Romain Gary. Gente vera, vita vera, per quanto assurda.

  • In una storia come questa speri che tutti i nodi vengano al pettine. Ma se chi racconta ha (aveva) quattro anni, devi prima spiegargli cos'è un nodo e come funzione l'utensile atto a scioglierli.
  • La genitorialità può essere salvezza e rogna al tempo stesso. Specie se tuo padre quando ti ha concepito non aveva nemmeno l'età per ricevere la licenza media.
  •  I retaggi sono importanti e insostituibili. Insomma quello che uno combina, anche se dice che non lo farà mai più, alla fine invece troverà il modo per reiterarlo.

  • A qualsiasi età, e da qualunque prospettiva la si guardi, la vita è sempre un gran casino. Fidatevi di Michan e della sua saggezza di (non) bambino.
  •   Scoprire cosa accade ai tuoi migliori amici del momento è imperativo. E Michan, Sean, Mario, Jude lo saranno per le duecento e rotte pagine in cui si raccontano. Non vorrai mica fermarti per andare a fare pipì.
  •   Non c'è pietismo, non c'è la ricerca dell'emotività atta a spremere lacrime dai piagnoni. Insomma non è una storia lacrimevole e ci si fanno un sacco di risate.
  •   Dunque, Papà era un bandito? Forse. Ma è anche il migliore papà del mondo. Come tutti i papà.
     

  •  Papà era un bandito 
    Maria Chiara Perri
    Nativi Digitali
    Tuo papà è mai stato un bandito?