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mercoledì 22 febbraio 2012

Strega, Cronache del regno di Oz in Rivolta - Gregory Maguire ***

Un romanzo rosa?
Un romanzo in rosa?
Un romanzo in cui c'è una strega e magari un nerboruto energumeno che le salva l'anima e poi la "de-strega" e vivono per sempre felici e contenti?
Oppure un romanzo di ricette?
O un ricettario?
No, no e poi no.
Questo è un romanzo FANTAPOLITICO di quelli che proprio-ma-guarda-non-ti-aspetteresti mai e poi mai.
"No, aspè. Mi vuoi gabbare. Il sottotitolo recita Cronache del regno di Oz in Rivolta, sicuro-sicuro che non sia una cazzata?"
Sicuro come uno sicuro anche perchè il titolo orginale sarebbe "Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West" e la copertina è quantomai ingannevole con tutto questo  rosa confetto che la domina.

Comprai questo romanzo convinto di rileggere "Il mago di OZ" in versione fantasy/moderna pensando inoltre che fosse una cosetta leggera da una letta e via.
Si rivelò invece, già dalle primissime pagine, un libro adulto, sì insomma non per ragazzini, ragazzi, o teen ager o "young adult" (ma che schifo di termine) in cui le vicende della protagonista Elphaba, connotano di una materialità fisica la vicenda di Oz come non ti aspetteresti, ponendo e rispondendo ad alcune domande che magari noi, ingenui lettori o spettatori del fantacromatico e canterino film, non ci siamo mai posti.
Una su tutte "Ma il mago di Oz, chi è? Perchè regna su OZ?"
Ok, sono due domande, ma così veniamo a scoprire che il "buon" mago baffuto, anche lui come Dorothy proveninte dal Kansas, non è altro che un dittatore che è riuscito a imporsi sulla ingenua popolazione del mondo (chiamiamolo per quel che è) di Oz.
E poi l'autore inventa, risponde e approfondisce molte tematiche sia del libro che del film: ci spiega cosa sia (o anche chi siano) Jack Mannaia, Lo Spaventapasseri e chi è il Leone.
Sarebbe limitante raccontare la storia, poichè ne risulterebbe il solo ritratto della protagonisa, la Perfida Strega dell'Ovest e del percorso che l'ha condotta a essere definita tale, ossia "perfida".
Perchè non si tratta di perfidia la sua, ma dell'ostinazione di vedere riconosciuta la sua identità in queanto personaggio "diverso" e di tutti coloro che popolano Oz, Animali compresi. (La maiuscola non è un errore)
Elphaba viene dipinta come "perfida" cosa peraltro che un terrorista è, e oltre che perfido è anche, infido, maligno. E nessuno di questi aggettivi le sarà risparmiato.

"...nella vita delle streghe non esiste un per sempre; nel per sempre delle streghe non esiste un felicemente; nella storia delle streghe non esistono postille"

Se è così che ve la ricordate, come la interpretava Margaret Hamilton nel film, ebbene non siete lontani dal "reale".
Elphaba è una creatura dei due mondi che lacerano l'anima di Oz ed è proprio questo conflitto che porta pigmentato sulla pelle a farla diversa da tutti in un mondo che la teme e che, a suo modo, lei giura di proteggere. Sì insomma un pò come gli X-MEN.

Dunque, nessuno ci spiega come la strega divenne perfida, nè se fu la scelta giusta per lei: ma lo è mai, dopo tutto?
Nel migliore dei casi è una questione di definizione.
Qual è la vera natura del male?
Nella memoria popolare, il male precede sempre il bene, e poi?

Di per sè questa storia è un esercizio quasi rodariesco: ci troviamo davanti a una sorte di prequel della "faccenda Oz", in cui ci sono tutti gli elementi di ribaltamento, rinarrazione, modifica e così via che Rodari andava promuovendo.
Un parallelismo esagerato? Non credo.
Questa è in parte un rilettura del "mito" di Oz ma in parte è una vera e propria riscrittura che ribalta le carte in tavola donandoci non una, ma diverse prospettive di lettura.

In finale: un libro da leggere, ma che lascia l'amaro in bocca per alcune sottotrame lasciate in sospeso e che, credo e spero vivamente, sono raccontate in "Son of a Witch" il seguito di questo "Wiked".

"Chi si dichiara perfido solitamente non è peggio degli altri. E' da coloro chhe si dichiarano buoni o quanto meno migliori di noi, che dobbiamo stare in guardia."

"Nella vita delle Streghe non esiste un per sempre; nel per sempre delle streghe non esiste un felicemente; nella storia delle Streghe non esistono postille. Di quella parte che sconfina dalla storia della vita non è dato sapere." 

Strega, Cronache del regno di Oz in Rivolta 
Gregory Maguire 
Sonzogno





4 commenti:

  1. ...direi un libro adatto per questo periodo politico ed economico grottesco!
    Bella recensione!

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    1. Attenzione Architetta che qui, nel libro, l'epilogo non è dei più felici.

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  2. Beh, non è che anche nel mondo reale di oggi l'epilogo sia dei più felici, almeno per le persone comuni come noi...
    Bell recensione comunque Aby, like always!!!!

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  3. Proprio perchè nella vita reale il "lieto finale" non c'è (o perchè tristo o perchè a meno che non si deceda, non è mai un finale) che la vicenda Ozesca diviene quasi realistica.

    Thanks Charlie.
    Lieto di averti come Primo Fan!

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