C'era una volta un uomo appassionato di cultura Maori.Wow!
- È per questo motivo che ti sei fatto il tatuaggio? -
- Beh, sì. Mi piaceva.
- Ah.
- E poi sai, è Maori.
- E che cosa vorrebbe dire?
- Che è una cosa Maori.
- E. Cosa. Vorrebbe. Dire?
Insomma non è che se tu non sei giapponese o Maori non puoi
apprezzare la cultura altrui, al contrario! Ma ecco è qui che ci si ferma alla comprensione e all'apprezzamento. È importante conoscere e approfondire le diversità, ma altrettanto importante è comprendere le proprie radici proprio in virtù di questa comprensione.
Senza
considerare che, anche scegliendo di aderire totalmente a un'altra
cultura, sarà per noi impossibile sfuggire completamente al nostro retaggio -
apparato-bagaglio che ci portiamo dietro e del quale siamo e
saremo sempre pregni.
Insomma la paura del buio l'abbiamo
superata, ma quando ci avventuriamo in esso continuiamo o no ad avere
una certa inquietudine?
Tutta questa digressione dovrebbe essermi utile a spiegare di cosa parla questo libro, ossia di identità e identità culturali in via di estinzione.
È vero, lo trovereste in libreria nel reparto ragazzi, ma è una lettura a più piani o strati che è bello poter condividere.
Tutta questa digressione dovrebbe essermi utile a spiegare di cosa parla questo libro, ossia di identità e identità culturali in via di estinzione.
È vero, lo trovereste in libreria nel reparto ragazzi, ma è una lettura a più piani o strati che è bello poter condividere.
Kahutia Te Rangi, Paikea, giunse a cavallo di una balena a Whangara dove fondò un villaggio e ne divenne il capo. Prima che questo avvenisse tirò delle lance dalle quali scaturirono il cielo, la terra e gli animali. Ne trattenne solo una che infine rilasciò dicendo che quella sarebbe divenuta un seme per il futuro.
Si susseguono le ere e Koro Apirana, moderno discendete di Paikea, è in trepidante attesa di vedere venire alla luce suo nipote il quale, ne è sicuro, sarà suo successore.
Sfortunatamente per lui quella che nascerà sarà una bambina che, per tradizione, non potrà succedergli nella linea di sangue.
Ma, quasi a voler fargli dispetto, la bimba verrà chiamata Kahutia Te Rangi.
Sfortunatamente per lui quella che nascerà sarà una bambina che, per tradizione, non potrà succedergli nella linea di sangue.
Ma, quasi a voler fargli dispetto, la bimba verrà chiamata Kahutia Te Rangi.
Ok, fin qui la trama potrebbe somigliare a decine di libri in cui il tal bambino non è amato dal parente ma lui - il creaturo - gli vuole tanto bene lo stesso e alla fine tutti vivono felici e contenti.
Ma Kahu, nomignolo con cui viene indicata la bambina, non è soltanto una pargola deliziosa, è qualcosa di più.
Ma Kahu, nomignolo con cui viene indicata la bambina, non è soltanto una pargola deliziosa, è qualcosa di più.
Che sia davvero la reincarnazaione di Paikea?
O è soltanto una bambina ostinata che cerca di fare di tutto per farsi amare dal suo progenitore e a cui piace bere molta acqua?
Questo libro è un viaggio; nell'emotività dei protagonisti e nella tradizione Maori che ha preso a cambiare e, per forza di cose (come accade a tutte le culture anche la nostra), a consumarsi nel ciclone della modernità che avanza.
La storia è pregna di riferimenti e termini propri della Nuova Zelanda che non fanno che far aderire maggiormente la storia sia all'aspetto realistico della vicenda, sia a quello leggendario di cui le balene sono l'elemento mistico conduttore tra passato, presente e futuro.
O è soltanto una bambina ostinata che cerca di fare di tutto per farsi amare dal suo progenitore e a cui piace bere molta acqua?
Questo libro è un viaggio; nell'emotività dei protagonisti e nella tradizione Maori che ha preso a cambiare e, per forza di cose (come accade a tutte le culture anche la nostra), a consumarsi nel ciclone della modernità che avanza.
La storia è pregna di riferimenti e termini propri della Nuova Zelanda che non fanno che far aderire maggiormente la storia sia all'aspetto realistico della vicenda, sia a quello leggendario di cui le balene sono l'elemento mistico conduttore tra passato, presente e futuro.
Due note sull'edizione italiana del 2003: il testo all'interno è di colore blu, come il mare che fa da sfondo onnipresente alla storia.
Ogni capitolo è intitolato con il nome di una stagione e decorato da una graziosa illustrazione che ben si addice alla vicenda.
Il volume è infine corredato da un glossario con i termini Maori non tradotti nel testo, ma di cui si capisce perfettamente il senso anche senza doverli andare a ricercare.
Ogni capitolo è intitolato con il nome di una stagione e decorato da una graziosa illustrazione che ben si addice alla vicenda.
Il volume è infine corredato da un glossario con i termini Maori non tradotti nel testo, ma di cui si capisce perfettamente il senso anche senza doverli andare a ricercare.
L'autore, Witi Ihimaera, è considerato uno dei pionieri tra gli scrittori maori di lingua anglosassone.
Da questo libro è stato tratto anche un film "La ragazza delle balene", a mio avviso come sempre è meglio il libro, ma anche il film risulta affascinante.
Questo il trailer in lingua originale:
Questo il trailer in lingua originale:
La Balena e la Bambina (The whale rider)
Witi Ihimaera
Sperling & Kupfer
Bella recensione, anche l'intro.
RispondiEliminaTra parentesi, proprio cio` che dici nell'intro mi ha spinto a cambiare genere di scrittura e dedicarmi a una cosetta moooolto lunga (per i miei standard)...
Abbravo Marino, vedo che hai colto il senso (almeno spero di essermi spiegato come si deve).
EliminaSai che una volta parlavo fluentemente il napoletano?