L'Africa, quella degli stereotipi da cartolina, con gli elefanti e i leoni che rincorrono le gazzelle e le zebre che pascolano placide vicino ai fiumi in cui nuotano gli ippopotami, ce l'avete presente?Ma anche quella con i bambini affamati, denutriti e con la pancia gonfia, anche loro poverini fanno parte dello stereotipo che noi, quassù nel nord del mondo, abbiamo della grande madre africana.
Se leggerete questo libro, breve, troppo breve per parlare approfonditamente di certi argomenti ma sufficiente a presentarceli e farci pensare un pochino, potreste cambiare idea.
Non dico che sia un libro eccezionale; insomma siamo pieni di investigatori di tutte le salse, ci sono persino pecore detective nel panorama editoriale moderno.
No, ma è un libro delizioso sia per la personalità della protagonista, delineata ingenua e vissuta al tempo stesso, sia per come profila (abbozza appena a dire la verità) l'Africa di oggi, quella moderna. Alexandr McCall Smith è un uomo dei due mondi, vissuto sia in Africa (Zimbabwe) che in Scozia e conosce bene sia il nostro modo di pensare che quello tutto afrikaans fatto di (tradizionale) ingenuità e che inizia a scontrarsi con i prodromi della nostra cosidetta modernità. E chi è stato in Africa, anche per un breve periodo credo mi capirà.
Sì, ma il libro?
Ok, il libro: c'è una detective, c'è un mistero sì perchè questo libro lo trovate nella sezione dei gialli, ma ci sono tante altre cose di cui il mistero è soltanto il prestesto per raccontarle.
E attorno ad esso c'è la vita della signora Ramotswe e del Botswana raccontati con leggerezza e maestria.
Se vi capitasse tra le mani, magari in biblioteca, leggetelo!
Le lacrime della giraffa
Alexander McCall Smith
TeaDue
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